Il cambiamento era nell’aria perché in questo momento nessuna piattaforma social è più strategica come questa per fare affari. Instagram introduce infatti il supporto a pagamenti in-app ovvero consente alle aziende di vendere prodotti all’interno della sua app. Significa che tutti gli iscritti alla piattaforma di social network di proprietà di Facebook possono effettuare pagamenti direttamente all’interno della sua applicazione. Il social delle immagini sta infatti testando la possibilità, per gli utenti, di inserire le credenziali della carta di credito, in modo da fare acquisti senza uscire dalla piattaforma, magari seguendo i consigli dell’influencer preferita.

La novità è evidentemente pensata per far crescere le entrate pubblicitarie ed è adesso in fase di sperimentazione su un limitato numero di utenti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Poi, in base al riscontro che avrà, ecco che è destinato a fare la sua comparsa anche in altri Paesi, tra cui l’Italia, dove la piattaforma social è sempre più sfruttata. Instagram permette già ai brand di commercializzare prodotti e servizi. Con la novità l’iter sarà più veloce e diretto.

Videogiochi, il 51% arriva da mobile

Ma che poi è dal mobile che passano le novità e su questo terreno le aziende, grandi e piccole, devono fare i conti, è dimostrato da un altro dato. Il mercato mondiale dei videogiochi nel 2018 raggiungerà i 138 miliardi di dollari, con il settore mobile che sfonderà la quota del 50%, attestandosi al 51%, e PC e console da salotto (Xbox One, PlayStation 4, Nintendo Switch) a dividersi il resto quasi in parti uguali. Le previsioni sono del centro studi Newzoo, secondo cui nel mondo ci sono ormai 2,3 miliardi di gamers. Per il settore si tratta di una crescita del 13,3% rispetto all’anno precedente. “Il mobile gaming nell’anno corrente continuerà a essere il segmento maggiore – scrivono gli esperti – proseguendo un decennio di crescita a due cifre”.

L’importante è non esagerare: aumentano infatti i centri per il trattamento delle dipendenze da social media, diffuse tra i ragazzi americani, dove gli adolescenti vengono lasciati senza smartphone e Internet e indirizzati a seguire programmi specializzati. Secondo le analisi di Common-Sense Media, il 50% dei ragazzi statunitensi si sente dipendente da smartphone e tablet. Il Centro Paradigm in California, sostiene di avere un tasso di successo pari all’80% sui teenager che arrivano assuefatti a usare gli smartphone 6-7 ore al giorno. La retta può costare 50.000 dollari. Ma questa è un’altra storia che non intacca un uso sano e consapevole delle piattaforme di social network, qualunque esse siano.

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