Nonostante lo scandalo Cambridge Analytica (proprio ieri la società britannica ha annunciato la chiusura), sull’onda di una trimestrale con ricavi per 11,97 miliardi di dollari, Facebook continua a cambiare. O a evolvere, secondo un altro punto di vista. Nel corso della conferenza annuale degli sviluppatori del social, il numero uno Mark Zuckerberg ha annunciato il lancio di un sistema di dating per conoscersi online ed eventualmente facilitare l’inizio di una relazione. La nuova funzione che farebbe concorrenza a Tinder «è destinata a costruire relazioni autentiche e durevoli, non solo di una serata», assicura Zuckerberg: circa 200 milioni dei 2 miliardi di utenti del social risultano celibi o nubili.

L’opzione per gli incontri è ancora in fase di perfezionamento e sarà illustrata nei prossimi mesi. Intanto ieri sono crollate le azioni di Match Group, società che possiede proprio la nota app di appuntamenti Tinder. Zuckerberg non ha precisato se il nuovo servizio sarà a pagamento ma ha sottolineato che gli utilizzatori potranno creare un profilo di incontro distinto dal profilo della loro pagina Facebook e che i partner potenziali saranno suggeriti sulla base dei dati di questo nuovo profilo. Non è la sola novità: Zuckerberg, inevitabilmente più attento alla privacy, ha annunciato che gli utenti potranno cancellare la loro storia online, ossia tutti i dati della loro navigazione sul web.

La nuova funzione, denominata clear history, «permetterà di vedere i siti e le applicazioni che ci inviano informazioni mentre voi li utilizzate, di cancellare le informazioni dal vostro account e di disattivare la nostra capacità di immagazzinarli in futuro». Il bacino potenziale di utenti è immenso. Dei 2,2 miliardi di persone su Facebook, 200 milioni si dichiarano single, «quindi è chiaro che c’è qualcosa da fare qui», ha detto Zuckerberg. Infine, rilancio sulla realtà virtuale con Oculus Go: il modello con 32 GB di memoria da 219 euro.

E arrivano le cliniche per social dipendenti

Aumentano i centri per il trattamento delle dipendenze da social media, diffuse tra i ragazzi americani, dove gli adolescenti vengono lasciati senza smartphone e internet e indirizzati a seguire programmi specializzati. Secondo le analisi di Common-Sense Media, il 50% dei ragazzi statunitensi si sente dipendente da telefonini e tablet. Il Centro Paradigm in California, sostiene di avere un tasso di successo pari all’80% sui teenager che arrivano assuefatti ad usare gli smartphone 6-7 ore al giorno. La retta può costare 50.000 dollari.

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