Stop alle speculazioni: le vendite di iPhone X, lo smartphone da oltre mille euro lanciato alla fine dello scorso anno per celebrare il decimo compleanno del melafonino, sono “sorprendenti“. Da quando è entrato in commercio, “ogni settimana è il modello di iPhone più venduto”. Lo ha giurato il ceo di Apple, Tim Cook, mettendo a tacere i timori circolati nei giorni scorsi su una domanda debole del dispositivo. C’era perfino chi aveva parlato del più grande passo falso della società di Cupertino, ma le cose non starebbero evidentemente così. Da gennaio a marzo sono stati venduti 52,2 milioni di iPhone. Rispetto al primo trimestre 2017, la cifra segna un +2,9% in termini di volumi e un +14% nei ricavi.

Samsung, Apple o Huawei: chi vende di più?

Secondo i dati pubblicati a IDC e Strategy Analytics, con 52,2 milioni di iPhone venduti tra gennaio e marzo di quest’anno, i dispositivi Apple rappresentano il 15.5% di tutti gli smartphone venduti a livello globale. Un anno fa la quota era pari al 14,7%. Da parte sua, Samsung ha piazzato 78,2 milioni di smartphone nei primi tre mesi dell’anno con una quota aumentata dal 22,6 al 23,4%, trainata evidentemente dalle vendite di Samsung Galaxy S9, lanciato sul mercato a marzo. Nessun nuovo smartphone Apple ha invece visto la luce nel primo trimestre. Da segnalare l’ascesa sia di Huawei e sia di Xiaomi (entrambe le società cinese sono protagoniste con nuovi dispositivi) in un contesto globale che fa registrare un -2,9% di vendite di smartphone.

A ogni modo, l’ultima generazione di iPhone, che celebra i 10 anni dalla nascita del primo melafonino, ha raccolto sin dal giorno della sua uscita alcune critiche e sollevato dubbi per le vendite inferiori alle attese. Il tutto, precisiamolo, al netto dei prezzi che lo colloca il testa a tutte le classifiche. Eppure si tratta di un vero top di gamma. Basti pensare che il recente Mobile World Congress lo ha premiato sia come miglior cellulare sia per il livello di tecnologia che è stato in grado di raggiungere. Si tratta del True Depth, la fotocamera frontale che, oltre a scattare selfie, consente allo smartphone di sbloccarsi quando l’utente la guarda, grazie alla tecnologia di riconoscimento facciale Face ID. Serve inoltre ad analizzare le espressioni facciali del proprietario, che vengono tradotte nelle animoji.

Da queste caratteristiche molti dispositivi hanno preso ispirazione. A cominciare dal Samsung Galaxy S9, che ha introdotto le emoji personalizzate e anche la scansione intelligente. Asus ha fatto di più: oltre alle emoji ha copiato anche la cosiddetta tacca, il notch, la zona nera nella parte alta dello schermo in cui ci sono fotocamera e altri sensori. La tacca si è vista pure su G7 di LG e su diverse proposte cinesi, ed è presente sul P20, il top di gamma di Huawei svelato poche settimane fa a Parigi.

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