Non ingannino le misure perché con tre millimetri si possono fare tante cose. Anche costruire un robot capace di camminare, saltare, gattonare, girare per casa e nuotare. Quella che sembra una innocua striscia di gomma è in realtà un concentrato di tecnologia e meraviglia ad averla messa in piedi ci ha pensato un gruppo di ricercatori tedeschi. Ma non si tratta di puro esibizionismo di tecnica e abilità perché le sue esigue dimensioni si rivelano preziosissime in ambito medico. Ad esempio per muoversi attraverso lo stomaco o il sistema urinario. E in prospettiva, alla luce della estrema delicatezza dell’intervento, anche in quello cardiovascolare.
Tante possibili applicazioni per il robot rivoluzionario
Il minuscolo robot può infatti spostarsi da un ambiente liquido a uno asciutto senza alcuna difficoltà e intoppo. Ma anche per rendere più efficaci i farmaci ovvero permettere che raggiungano una parte ben precisa del corpo, riducendo così al minimo possibili effetti collaterali. Non è affatto da escludere che con il tempo le dimensioni di tre millimetri possano ulteriormente ridursi fino a diventare pressoché invisibile a occhio umano. In questo modo sarà in grado di raggiungere ogni piccolo luogo remoto all’interno del corpo umano. Siamo ancora nelle fasi preliminari di un percorso che non può che portare a inattesi e sorprendenti traguardi perché il robot non è ancora testato negli esseri umani.
Di fatto è ancora un prototipo in via di perfezionamento, ma le premesse sono decisamente positive, i progressi raggiunti sono già evidenti e l’interesse della comunità medica e scientifica è stata manifestata. La similitudine più suggestiva per capire il funzionamento di questa applicazione è quella della medusa. Ecco, proprio i movimenti di questo animale planctonico sono quelli a cui si ispira l’innovativo robot. Non c’è che dubbio che si tratta di una macchina manovrata dall’uomo, ma la sua capacità di adattamento in ambienti complessi non può che suscitare sorpresa, soprattutto se confrontata a quella di altri robot realizzati negli scorsi anni.
Il segreto del minuscolo robot
Dal punto di vista tecnico, Metin Sitti, capo del dipartimento di Intelligenza Fisica all’Istituto Max Planck per i sistemi intelligenti di Stoccarda, spiega come il robot sia formato da un elastomero riempito con piccole particelle magnetiche. In buona sostanza, la caratteristica distintiva è l’elasticità ovvero la capacità di assumere la forma desiderata e mutare i movimenti sulla base del contesto in cui si trova.










