Come certo avrete letto ovunque, gli inventori dei led blu hanno vinto il nobel. Ma perché un’invenzione, all’apparenza, così banale, ha avuto il merito di guadagnare il principale premio scientifico al mondo? Noi di Tech Post abbiamo raccolto dieci ragioni per cui ci sembra giustificato, nonostante, negli ultimi anni, il Nobel sia stato negato persino a “pesi massimi” come Antonio Cabibbo. Eppure, i tre premiati,  Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, hanno fatto qualcosa di speciale. Ecco perché crediamo che sia giusto aver dato il Nobel agli inventori del led blu.

1. Il led blu è stato il sacro graal dei led

Fino agli anni ’90, i led rossi e verdi erano gli unici diodi emissori di luce mai concepiti. Mancava solo il blu per avere la scomposizione della luce in tre canali. Se vi ricordate le lezioni di educazione tecnica alle medie, il prof vi ha spiegato perché la Tv usa il rosso il verde e il blu per comporre tutti i colori, dicendovi che, nel favoloso mondo elettromagnetico della luce, sono i colori primari per eccellenza e, combinati insieme, fanno esattamente il bianco.

2. I Led ci aiuteranno ad avere un mondo migliore

Ne avevamo parlato qua, nei prossimi anni avremo un mondo migliore grazie, sostanzialmente, al progresso tecnologico. I led sono alla base di tutto questo, visto che sono delle lampadine che migliorano drammaticamente l’efficienza energetica e la tecnologia del led blu, secondo la commissione che assegna il Nobel, è stata fondamentale per lo sviluppo dell’industria elettrica.

3.  Hanno avuto successo dove altri hanno fallito

Il fatto è questo: il led blu è stato una specie di chimera per vent’anni. Loro sono riusciti a trasformarlo in realtà, creando qualcosa di unico e incredibile, per il tempo, grazie ai laboratori dell’Università di Nagoya e grazie alla Nichia Chemicals.

4. Hanno aspettato più di 20 anni

Sicuramente, i conti corrente dei vincitori si sono gonfiati enormemente da allora. Ma questo non compensa la gratificazione per un Nobel che va davvero oltre alle nostra immaginazione. Forse, ci si poteva rendere conto prima della scoperta. Di sicuro, avremmo reso giustizia alla loro capacità.

5. Un tributo al Giappone

Il fulcro dello sviluppo tecnologico si è spostato da tempo dal Giappone. Quella che un tempo era la società più tecnologica al mondo, forse, adesso ha ceduto il passo ai cugini sud coreani. Tutto sommato, c’è del romantico in questo Nobel. Infatti, è come se, con questo premio, si volesse premiare un ventennio irripetibile in cui, davvero, sembrava che il Sol Levante stesse sorgendo sul mondo intero.