Se il problema è l’abnorme consumo di energia, ecco che arrivano i Bitcoin che si nutrono del sole all’insegna della sostenibilità ambientale. E da energivora la criptovaluta diventa ecologica. La sfida ecosostenibile parte dalla Moldavia, paese tra i più all’avanguardia in Europa nell’Ict (Information and Communications Technology) e da tempo in prima linea per progetti innovativi nel campo delle fonti energetiche alternative. Protagonista della svolta green delle valute digitali è Consulcesi Tech, che ha realizzato il più grande impianto fotovoltaico del Paese. Una struttura ecosostenibile al 100% destinata alla mining farm.

Alla base del funzionamento dei Bitcoin c’è la tecnologia della blockchain. In buona sostanza, i computer connessi alla rete della moneta virtuale registrano ogni generazione di nuovi Bitcoin e ogni passaggio di proprietà su un registro pubblico e condiviso tra tutti gli utenti della rete che verifica e autentica quante sone le criptovalute e a chi appartengono. Ogni volta che un Bitcoin passa di mano, questo trasferimento viene registrato su blockchain, che significa proprio catena di blocchi, in un nuovo blocco di dati crittografato, che si aggiunge ai blocchi in cui sono incluse le operazioni precedenti e alle quali si lega.

Oggi i blocchi sono poco meno di 500.000. È impossibile modificarne uno, perché sarebbe incompatibile con tutti quelli precedenti e quelli successivi. Questo registro condiviso è una sorta di banca centrale dei Bitcoin, la massima garanzia dell’esistenza e della titolarità delle monete virtuali. Dopo il Bitcoin sono nate molte altre monete virtuali e alcuni Stati stanno provando a creare valute nazionali, come l’Estonia (estCoin), la Tunisia (eDinar) o la Svezia (eKrona). In realtà, le potenzialità possono invadere molti altri campi della nostra vita. Tra gli usi più originali di blockchain c’è quello dell’azienda olandese LegalThings. Il 10 gennaio ha lanciato l’app LegalFling per dare il proprio consenso preventivo a rapporti intimi con una persona.

E Block.one verso Ico da 4 miliardi di dollari

Block.one, start-up di criptovalute con base alle isole Cayman, si avvia a raccogliere 4 miliardi di dollari con la vendita dei suoi token digitali, in quella che si preannuncia la maggiore initial coin offering. Se block.one raccoglierà 4 miliardi entro venerdì si tratterà di una cifra più del doppio degli 1,7 miliardi di dollari raccolti da Telegram. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che gli investitori non sanno ancora cosa Block.one intende fare con i fondi raccolti. La raccolta record mostra però il trend in atto nelle criptovalute come il Bitcoin. La più famosa delle criptovalute quota intorno ai 7.500 dollari, ben al di sotto dei massimi storici ma a un valore enormemente maggiore rispetto alle attese iniziali.

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