Anche il lavoro è mobile e porta al ripensamento dell’organizzazione delle attività anche in Italia. Uffici affittabili per un’ora, per un giorno o per periodo più lunghi a piacimento, business lounge, spazi in co-working. La diffusione dello smart working, ossia la possibilità per il dipendente di un’azienda di scegliere in maniera flessibile orari e sede per svolgere l’attività grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, si fa sempre più strada anche in Italia e si apre a nuove, più articolate, frontiere oltre a quella classica dell’uso dello smartphone fuori dall’ufficio o dell’impiego a casa propria. Il risultato è che c’è una formidabile spinta verso una nuova organizzazione aziendale e un nuovo concetto di ufficio.

Da una indagine di Regus – multinazionale che offre spazi di lavoro flessibili – nel Paese il 58% dei dirigenti e degli imprenditori vede favorevolmente questa evoluzione. Mentre cresce dappertutto l’apprezzamento per questo nuovo modo di lavorare. A fare da traino, per i manager intervistati, è in particolare la possibilità di ridurre i costi fissi e di attrarre e trattenere i talenti. Sempre da uno studio della società, che ha coinvolto oltre 44mila lavoratori in 105 Stati, il 53% degli intervistati afferma di lavorare fuori sede per almeno la metà della settimana. Il campione ha anche rivelato che quasi un professionista su dieci utilizza le app per prenotare sale riunioni, uffici privati, spazi in coworking (ossia, in condivisione) e business lounge.

Inoltre, in base a una ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano gli smart workers in Italia sono già 250mila, circa il 7% del totale di impiegati, quadri e dirigenti, in crescita del 40% rispetto al 2013. Il 30% delle grandi imprese nel 2016 ha poi realizzato progetti strutturati di lavoro agile, con una crescita significativa rispetto al 17% dell’anno scorso, a cui si aggiunge l’11% che dichiara di lavorare secondo modalità agili pur senza aver introdotto formalmente un progetto sistematico in tal senso. L’ufficio è diventato di fatto uno strumento da poter utilizzare dove si vuole e per il tempo che si ritiene necessario.

Di qui la richiesta in crescita di business lounge, aree dove ci si può fermare a lavorare anche per poco tempo, spazi di coworking o ancora di uffici privati già attrezzati. Una tendenza figlia anche della necessità di contenere i costi: questo genere di servizio permette anche a una start up di iniziare l’attività senza dover fare i conti con investimenti troppo dispendiosi o vincolanti.

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