Si va allora verso il rinnovo delle operazioni di rottamazione delle carte esattoriali, multe comprese. A essere interessati sono naturalmente tutti coloro che non hanno aderito alla prima stagione. Dall’idea alla definizione di un progetto ben preciso il passo è stato breve. L’esecutivo sta adesso studiando come fare e l’intenzione è di far passare la misura già con la manovra di fine anno. Di conseguenza le nuove regole ovvero il rinnovo della rottamazione delle cartelle saranno esecutive già nel 2018. In linea di massima, in attesa di conoscere tutti i dettagli del fascicolo su cui stanno lavorando i tecnici del Tesoro, forma e contenuti dovrebbero essere gli stessi di quelli finora applicati.

Rottamazione cartelle bis: come sarà

I dettagli della rottamazione bis invece non sarebbero ancora delineati. Tuttavia il primo obiettivo del progetto dell’esecutivo è quello di dare accesso alla definizione agevolata alle cartelle ricevute entro il mese di aprile del 2017. La procedura consente dunque di chiudere tali pendenze con il Fisco senza il pagamento di interessi e sanzioni. Il secondo obiettivo della nuova procedura di rottamazione è quello di offrire una seconda chance per quei contribuenti, in debito con il Fisco o con l’Inps, che si sono visti rifiutare dall’agente della riscossione l’accesso alla prima sanatoria. L’ipotesi dovrebbe prendere forma in un decreto collegato alla legge di bilancio che dovrebbe essere approvata da Palazzo Chigi entro il 20 ottobre.

L’operazione, secondo le stime, dovrebbe consentire di recuperare tra il 2018 e il 2019 oltre un miliardo e mezzo di euro. La riapertura dovrebbe quindi riguardare chi è rimasto escluso, per errori formali o rate non pagate, dalla prima rottamazione, che ha la seconda rata dei pagamenti fissata il 2 ottobre. Sul tavolo ci sarebbero ipotesi di forme di regolarizzazione più ampie, tali da prospettare incassi fino alla metà di quanto indicato con la prima operazione. Tutte le decisioni sulla prossima manovra saranno prese comunque dopo l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def, che dovrebbe essere discussa dal Consiglio dei ministri di venerdì.

La nota dovrebbe essere poi trasmessa alle Camere entro il 27 settembre, come prescrive la legge, ma l’orientamento sarebbe quello di portare al voto le risoluzioni che la accompagnano, compresa la relazione del governo, da votare a maggioranza assoluta, che chiede al Parlamento l’autorizzazione a ridurre la correzione strutturale dei conti – dallo 0,8% indicato ad aprile allo 0,3% – visto il probabile via libera dell’Unione europea allo sconto da circa 9 miliardi di euro. Con l’aggiornamento del Def il governo dovrebbe rivedere al rialzo le stime di crescita – all’1,4-1,5% – e potrebbe ritoccare oltre al deficit anche il target del debito, che dal prossimo anno dovrebbe iniziare a scendere in rapporto al Pil.

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