Cos’è il Bonus Sicurezza 2026 e chi può beneficiarne
Con l’espressione “Bonus Sicurezza” si fa riferimento a un incentivo fiscale dedicato a tutte le spese che migliorano la prevenzione di intrusioni, furti e altri comportamenti penalmente illeciti. Non rappresenta un’agevolazione autonoma, ma rientra all’interno del più ampio Bonus Ristrutturazioni, che permette la detrazione IRPEF delle spese sostenute per interventi di protezione dell’immobile. Il beneficio fiscale è riservato a chiunque sostenga le spese e sia titolare di un diritto valido sull’immobile: ciò include non soltanto i proprietari e usufruttuari, ma anche inquilini, comodatari, soci di cooperative, familiari conviventi e imprenditori individuali (esclusi gli immobili strumentali). Il requisito fondamentale consiste nel fatto che fatture e bonifici devono essere intestati a chi richiede la detrazione. Nel caso dei locatari, il bonus può essere ottenuto anche senza essere proprietari, purché documentazione e pagamenti siano a loro nome e vi sia accordo con il locatore. Tali regole ampliano notevolmente la platea potenziale dei beneficiari rispetto al passato.
Interventi ammessi: videosorveglianza, antifurti e altri sistemi detraibili
La normativa è chiara nell’individuare gli interventi che rientrano nel perimetro dell’agevolazione. Sono considerate valide le opere che comportano un reale miglioramento della sicurezza, con installazione stabile nell’immobile:
- Impianti antifurto e allarmi: sistemi con centralina fissa, sensori di rilevamento (apertura, effrazione, movimento), sirene interne ed esterne;
- Videosorveglianza: telecamere a circuito chiuso (CCTV) integrate con sistemi di controllo remoto professionale o software dedicati, purché installate in modo permanente;
- Rafforzamento e posa di grate, inferriate, cancellate e recinzioni murarie;
- Porte blindate, serrature di sicurezza, spioncini digitali, cilindri europei e vetri antisfondamento;
- Tapparelle metalliche dotate di sistemi anti-sollevamento, persiane blindate, saracinesche e casseforti a muro;
- Centraline di sicurezza, sistemi di controllo accessi e dispositivi tecnologici installati in modo fisso.
Non sono inclusi nell’incentivo dispositivi mobili o portatili, né l’acquisto di apparecchi non fissati all’immobile. La componente essenziale è che l’intervento comporti una modifica strutturale e duratura, certificata da tecnici abilitati, così da garantire l’effettivo incremento della sicurezza. Sono inoltre detraibili i costi relativi a progettazione, installazione, sopralluogo tecnico e dichiarazioni di conformità, se richiesti dalla normativa vigente.
Percentuali di detrazione, limiti di spesa e immobili ammessi
Le aliquote previste per il 2026 restano tra le più vantaggiose: per la residenza principale, la detrazione IRPEF raggiunge il 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 96.000 euro per singola unità immobiliare. In altri casi (seconde case, box, cantine), l’aliquota è fissata al 36%, sempre suddivisa in dieci rate annuali. Dal 2027, le percentuali diminuiranno, passando rispettivamente al 36% e al 30%. La misura si applica solo agli immobili già esistenti: sono quindi esclusi gli edifici di nuova costruzione, mentre sono inclusi gli interventi sulle parti comuni condominiali. Il bonus si estende anche alle relative pertinenze (come box e garage), consentendo di raggiungere un elevato livello di sicurezza per interi complessi residenziali.
| Tipologia immobile | Aliquota 2026 | Massimale euro |
| Abitazione principale | 50% | 96.000 |
| Altri immobili (seconde case, box, cantine) | 36% | 48.000 |
Le quote annuali devono essere riportate in dichiarazione dei redditi; eventuali eccedenze non recuperate per “incapienza” fiscale non possono essere riportate a nuovo negli anni successivi.
Come ottenere il bonus: documentazione, bonifico parlante, dichiarazione dei redditi
Ottenere l’agevolazione richiede attenzione alle regole di pagamento e alla precisione della documentazione.
- Pagamento tracciabile: è tassativo l’uso del bonifico parlante (bancario o postale)
- Dati richiesti sul bonifico: causale legata all’articolo 16-bis D.P.R. 917/1986, codice fiscale dell’intestatario della detrazione, partita IVA/codice fiscale del fornitore/installatore, estremi della fattura
- Fattura dettagliata: deve indicare in modo specifico interventi e componenti oggetto del beneficio
- Ricevuta di bonifico e documenti tecnici: fondamentale conservare tutta la documentazione per almeno 10 anni, incluse le dichiarazioni di conformità dove previste
- Dichiarazione dei redditi: la detrazione va riportata all’interno del quadro specifico (es. quadro E nel Modello 730), suddivisa in 10 quote annuali nelle sezioni relative al recupero edilizio
Non è richiesta la compilazione di domande online o la presentazione di pratiche edilizie specifiche, a meno che la natura dei lavori lo imponga (ad es. modifiche ai prospetti esterni in zone vincolate). Per i lavori svolti in affitto occorre, ove necessario, allegare anche la dichiarazione di consenso del proprietario. L’intera procedura si conclude senza passaggi aggiuntivi, ma la mancanza di documenti in regola comporta il decadimento del diritto al beneficio.
Cosa resta escluso dagli incentivi e principali errori da evitare
Gli incentivi non coprono tutti i tipi di spesa legati alla sicurezza: sono escluse le telecamere portatili, i dispositivi wireless non fissati, le polizze assicurative, i contratti di sorveglianza privata e ogni servizio non legato a modifiche fisiche dell’immobile. Non rientrano inoltre le semplici riparazioni o le sostituzioni di componenti senza riqualificazione strutturale, casseforti non murate e porte interne rafforzate.
- Errore comune: pagare con strumenti non tracciabili o utilizzare un bonifico standard invece del bonifico parlante;
- Omettere i dati obbligatori sul pagamento;
- Conservare documentazione incompleta o non dettagliata in caso di verifiche;
- Richiedere il beneficio su immobili di nuova costruzione o per spese non detraibili secondo il quadro normativo.
Rispettando i criteri stabiliti dalla legge si accede così a un sostegno concreto per l’adozione delle più efficienti tecnologie di prevenzione e difesa, ottimizzando l’investimento anche dal punto di vista fiscale.










