Al via la rottamazione ter, definizione agevolata delle cartelle valida per tutti, anche per chi non è in regola con i pagamenti della rottamazione bis. È da ieri in vigore il decreto semplificazioni. Sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e agli sportelli della stessa agenzia sono disponibili i modelli di adesioni. La rottamazione è allargata anche a chi non aveva pagato le rate in scadenza il 7 dicembre 2018 delle rate della rottamazione bis scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018. Si potrà pagare il dovuto in dieci rate tra il 31 luglio 2019 e novembre 2021, oppure in un’unica soluzione entro la prima scadenza.

Dopo tre mesi dalla partenza, la rottamazione ter delle cartelle ha già totalizzato oltre 260.000 domande di adesione, con un incremento di circa il 20% rispetto alle richieste di rottamazione bis presentate l’anno scorso nel medesimo arco temporale di riferimento. L’attenzione della politica si è concentrata sull’ingorgo di scadenze. «Quattro impegni fiscali concentrati in soli cinque giorni sono troppi e inattuabili. L’accavallarsi delle scadenze fiscali nel mese di febbraio crea forti difficoltà», ha attaccato ieri Confagricoltura, ultima categoria a protestare. Al ministero dell’Economia si è tenuto un incontro tecnico negli uffici del Sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci.

È stato deciso di preparare una razionalizzazione delle date delle scadenze fiscali. Si è voluto diversificare la scadenza dei termini per gli adempimenti relativi a esterometro e spesometro da quelli relativi alle comunicazioni Iva e alla fatturazione elettronica. Ciò per dare maggior respiro e tranquilità nelle operazioni agli addetti, ha riferito Bitonci. La data individuata quale termine per le scadenze del primo trimestre 2019 dell’esterometro del secondo trimestre 2018 dello spesometro è quella del prossimo 30 aprile.

Sullo sfondo la riforma fiscale che dovrebbe dare seguito ad alcune misure della Legge di Bilancio. Il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri ha sostenuto che il governo ha deciso di far scendere la prima aliquota Irpef al 20% e di tagliare l’Ires al 20%.

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