Le nuove regole su Pos obbligatorio, bancomat e carte di credito non sono mai state in discussione. Sono piuttosto altri due punti cardine a essere oggetto di scontri e confronti ovvero le commissioni da applicare per ciascun pagamento e le multe a carico di professionisti, commercianti, esercenti, negozianti e artigiani per mancato rispetto delle disposizioni. Sono infatti in tanti sul piede di guerra per via delle difficoltà logistiche e dei costi eccessivi nel caso di accettazione di pagamenti continui e per piccoli importi in quanto gli stessi costi spesso azzerano i margini sulla vendita. Adesso la situazione si fa più chiara poiché l’esecutivo ha definito le norme che limitano le commissioni sui pagamenti elettronici con bancomat e carte di credito allo scopo di diffonderne l’utilizzo.

Pos obbligatorio: commissioni e sanzioni

Il Consiglio dei ministri ha dunque approvato il decreto legislativo sui costi a carico di professionisti, commercianti, esercenti, negozianti e artigiani per la gestione del Pos obbligatorio. A vigilare sul loro rispetto saranno la Banca d’Italia e per alcuni aspetti l’Antitrust. Cosa cambia?

Pagamenti fino a 5 euro. Le nuove regole intervengono sui costi bancari per i pagamenti con moneta elettronica. I prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per questi pagamenti.

Il valore medio annuo. Lo schema issa un regime transitorio relativo alle sole operazioni nazionali tramite carta di debito in base al quale fino al dicembre 2020 i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2 per cento calcolato tuttavia sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascuno schema di carte di pagamento.

Più tutele per i consumatori. Il decreto punta ad ampliare i diritti degli utenti dei servizi di pagamento, che beneficeranno ad esempio di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima a carico degli utenti da 150 a 50 euro e, per promuovere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, conferma e generalizza il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento.

Spazio alle Authority. Il decreto individua le autorità nazionali competenti ad assicurare l’osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del regolamento la Banca d’Italia e, per alcune disposizioni, l’Antitrust. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo, sarà poi aggiornata la graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabili alle persone fisiche.

Certo si tratta delle commissioni interbancarie ovvero quelle applicate da banca a banca e quindi un piccolo pezzo della catena dei costi ma comunque si va verso la direzione di limitarli, seppure con un meccanismo di gradualità. Nel nostro Paese l’uso del contante, seppure in diminuzione, è ancora molto presente e commissioni più basse, il cui costo è spesso definito come uno degli ostacoli per la diffusione dei pagamenti elettronici anche per piccoli ammontare, possono servire a cambiare la situazione. Le norme europee recepite quindi prevedono che

  • per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa;
  • per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.

Resistenze ci sono però anche sul loro utilizzo e non solo negli esercizi commerciali per piccoli importi o fra i professionisti ma anche in alcuni settori della pubblica amministrazione dove l’aspetto dei costi non è centrale.

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