Over 55, fino a che punto sono digitalizzati? Nuove ricerche
Negli ultimi anni, la diffusione delle tecnologie digitali ha segnato profondamente la società, ma la transizione digitale si sta muovendo a velocità diverse tra le generazioni. In Italia, la fascia degli over 55 mostra una crescente, anche se non uniforme, propensione all’uso di servizi digitali rispetto al passato. Se le politiche europee e le strategie nazionali hanno puntato a incrementare l’accesso alle soluzioni online, i dati mettono in luce come la digitalizzazione della popolazione più matura sia ancora in evoluzione. Dal confronto con la media europea emergono sia progressi, sia ritardi strutturali riconducibili a fattori sociali, economici e formativi.

Diffusione e utilizzo delle tecnologie digitali tra gli over 55: dati e tendenze

In Italia, l’adozione delle tecnologie digitali tra le persone oltre i 55 anni è aumentata, ma rimane distante dai valori di altre fasce di età e dalla media europea. Secondo le più recenti rilevazioni (Istat, 2024), il 68,1% delle persone tra 65 e 74 anni ha utilizzato Internet negli ultimi tre mesi, dato in crescita rispetto al passato (+7,6% in un solo anno), mentre tra gli ultra75enni l’utilizzo scende al 31,4%. Questi valori, pur migliorando, confermano la persistenza di un significativo gap digitale.

L’attività online degli over 55 si concentra soprattutto su comunicazione, ricerca di informazioni e utilizzo di servizi di messaggistica istantanea. Il 44% accede a servizi bancari digitali, mentre una quota ancora inferiore utilizza le piattaforme per acquisti online (31% tra i 65-74enni). Sul versante europeo, dati Eurostat per il 2023/24 evidenziano che il 52,1% dei 55-64enni e il 36,5% dei 65-74enni utilizza regolarmente i servizi di e-government, sebbene l’Italia resti sotto la media Ue (48,5% e 31% rispettivamente per le stesse fasce d’età).

La penetrazione dei servizi digitali cresce al crescere del titolo di studio e del reddito, coinvolgendo più frequentemente individui ancora attivi professionalmente. L’accessibilità dei servizi pubblici e privati si sta consolidando anche grazie a piattaforme progettate per una più ampia fruizione, come la nuova Super App “P” di Poste Italiane, con oltre 2 milioni di over 65 utenti, incluso un significativo gruppo over 80.

In sintesi:

  • L’uso del web tra gli over 55 è in crescita, ma resta condizionato da età, istruzione e territorio
  • Le donne anziane sono meno propense a utilizzare Internet rispetto agli uomini, soprattutto oltre i 75 anni
  • Acquisti online, digital banking e richieste di servizi pubblici digitalizzati risultano ancora attività poco diffuse tra i più anziani

Ostacoli e disuguaglianze nell’accesso digitale: fattori generazionali, territoriali e di istruzione

La disparità nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie digitali tra gli over 55 italiani è influenzata da molteplici fattori:

  • Età: l’uso di Internet scende drasticamente tra i più anziani: mentre il 68,1% dei 65-74enni si connette regolarmente, solo il 31,4% degli over 75 dichiara accesso alla rete.
  • Territorio: Persistono notevoli divari tra Nord e Sud e tra aree urbane e rurali. In particolare, nel Mezzogiorno la quota di over 65 online è inferiore di circa 7 punti percentuali rispetto al Nord. La diffusione della banda larga e della fibra è meno capillare, condizionando l’accessibilità ai servizi.
  • Livello d’istruzione: La digitalizzazione è fortemente correlata al titolo di studio. Solo il 23% degli anziani con licenza media ha competenze digitali di base, contro il 76% dei laureati.
  • Sesso: Un divario di genere permane tra chi ha più di 75 anni: il 38,3% degli uomini contro il 26,5% delle donne naviga in rete. Fattori sociali e culturali incidono sulle propensioni digitali, evidenziando una stratificazione anche nelle opportunità formative ricevute.

Tra gli altri ostacoli emergono la mancanza di strumenti aggiornati, la complessità dei servizi e una diffusa sensazione di insicurezza rispetto a privacy e truffe online. In molte aree rurali e interne si registra una minor presenza di corsi e assistenza, incrementando i rischi di isolamento digitale. Specialmente tra chi vive solo, la carenza di supporto locale diventa una barriera oggettiva.

Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, banche e sanità: esperienze e criticità riscontrate

Il passaggio dai servizi fisici a quelli digitali ha accelerato in tutti i settori, ma l’esperienza delle fasce mature mostra luci e ombre significative. Nella Pubblica Amministrazione, strumenti come SPID e Carta d’Identità Elettronica sono ormai diffusi, ma le fasi di accesso e autenticazione restano spesso ostacoli, specialmente per chi ha una scolarità meno elevata o più anni.

Secondo una recente indagine su oltre mille cittadini tra i 55 e i 75 anni, il ricorso all’aiuto di familiari o terzi per l’interazione con la PA digitale è significativo, specie nella navigazione tra credenziali, moduli e procedure di identificazione. Nel settore bancario, le app e i servizi di home banking registrano una buona autonomia per le operazioni routinarie, ma per funzioni più complesse (investimenti, cambi di condizioni contrattuali) l’assistenza esterna è frequente, complice la paura di errori e i dubbi sulla sicurezza informatica.

Per quanto riguarda la sanità, la digitalizzazione procede a rilento tra gli over 65: molti preferiscono utilizzare i canali tradizionali per prenotazioni, consulti o gestione dei referti, a causa sia della complessità delle piattaforme regionali sia della scarsa fiducia negli strumenti online. Le criticità principali riscontrate sono:

  • Difficoltà nell’accesso e nella gestione delle credenziali
  • Interfacce poco intuitive e linguaggio tecnico, spesso non adatto a chi non ha dimestichezza digitale
  • Disservizi e lentezze nei portali pubblici e privati, con casi frequenti di blocchi o errori non chiaramente spiegati

Anche nei servizi sanitari privati e innovazioni come la telemedicina, il digital divide rischia di accentuarsi dove mancano formazione, interoperabilità dei sistemi e un supporto locale strutturato.

Supporto familiare, assistenza e strategie per l’inclusione digitale degli anziani

All’origine della diffusa adozione della tecnologia da parte degli over 55 vi è spesso il ruolo della famiglia. I familiari – soprattutto figli e nipoti – sono i principali facilitatori dell’inclusione digitale degli anziani. In base ai dati raccolti da indagini online, quando emergono difficoltà nell’uso di servizi digitali:

  • nel 87% dei casi relativi alla PA sono i figli a intervenire direttamente;
  • nella gestione di servizi bancari e sanitari il supporto familiare è risolutivo per oltre il 75% dei casi esaminati;
  • l’assistenza di altri soggetti, come operatori di centri di assistenza fiscale o personale dedicato, è molto meno diffusa.

Oltre al sostegno diretto, la letteratura recente sottolinea l’importanza di assistenza umana rapida e guide passo-passo, disponibili sia online che per via telefonica, come soluzione gradita a chi affronta per la prima volta i servizi digitali. Nel quadro delle strategie adottate dal legislatore, si inseriscono i Punti Digitale Facile – oggi oltre 3.500 in tutta Italia – che offrono formazione e accompagnamento pratico: il 33% dei formati appartiene alla fascia 55-74 anni e l’11% supera i 74.

Fra le principali richieste degli utenti seniors emergono:

  • percorso di accesso più semplice e senza blocchi tecnici;
  • presentazione delle informazioni in linguaggio chiaro;
  • presenza di personale formato, in grado di risolvere problemi comuni e rassicurare sulle questioni di sicurezza.

Questi aspetti risultano essenziali per ridurre il digital divide, evitare deleghe totali e promuovere una reale autonomia digitale.

Case study e iniziative di successo: formazione, facilitatori e tecnologia a misura di senior

Negli ultimi anni, iniziative e progetti mirati hanno dimostrato come sia possibile aumentare le competenze digitali dei cittadini più anziani e favorire l’engagement anche delle fasce più resistenti. Tra i principali casi virtuosi:

  • La “Super App P” di Poste Italiane ha superato i 2 milioni di utenti tra i 66 e i 79 anni, accogliendo anche over 80 grazie a una progettazione inclusiva che prevede interfacce adattabili, caratteri ingrandibili e funzioni pensate per tutte le esigenze.
  • Punti Digitale Facile: le attività di facilitazione individuale e di formazione in presenza hanno permesso, secondo i dati del PNRR 2025, di formare oltre 2 milioni di cittadini, con più di un terzo over 55.
  • Progetti locali come “Nonni su Internet”, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, coinvolgono studenti e anziani in percorsi di tutoraggio reciproco, con risultati positivi sia nell’apprendimento delle tecniche digitali sia nella riduzione dei sentimenti di isolamento.
  • Regioni pioniere come l’Emilia-Romagna offrono assistenza capillare attraverso le farmacie dei servizi, case di comunità e il fascicolo sanitario elettronico accessibile nel 78% dei casi, dimostrando l’efficacia della governance centralizzata, formazione continua e uso di facilitatori come “mentori digitali”.

A livello europeo, il modello olandese (DigiHulplijn e IDO) mostra come il rafforzamento delle competenze sia legato a una vasta rete territoriale di assistenza, corsi mirati e uno sforzo costante nel mantenere aggiornamenti e presidi a sostegno dei senior.

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