L’attuale scenario digitale conferma quanto sia diffusa la scelta di password poco sicure per proteggere i propri dati. Molti utenti, sia in Italia che oltre confine, continuano a preferire credenziali semplici da ricordare, ignorando spesso le conseguenze che questa pratica può causare in termini di sicurezza informatica. L’impatto dei data breach, insieme alle crescenti violazioni a danno di privati e aziende, sottolinea come una password debole sia oggi il primo anello debole della catena di difesa contro gli attacchi digitali.
Le password più usate in Italia nel 2025
Un’analisi dettagliata, condotta da esperti di cybersecurity su credenziali emerse da data breach e repository del dark web tra il 2024 e il 2025, evidenzia uno scenario purtroppo invariato rispetto agli anni precedenti. “Admin” conquista il primo posto tra le chiavi d’accesso maggiormente utilizzate dagli italiani, con centinaia di migliaia di occorrenze rilevate nelle banche dati violate. Seguono classici intramontabili come “password” e “123456”: sequenze che qualsiasi software di attacco può indovinare in meno di un secondo.
La tendenza non migliora scorrendo le posizioni successive; ritroviamo infatti “12345678”, “cambiami”, “123456789” e “12345”, tutte combinazioni tanto diffuse quanto vulnerabili. Inoltre, è significativa la ricorrenza di parole legate alla cultura locale, come “juventus” (squadra di calcio), “Napoli1926”, “123stella” o “ciaociao”. Nomi propri di persona e celebrità come “andrea”, “amadeus”, “delpiero” sono inseriti dalle diverse fasce d’età fra le proprie password, talvolta convinti che la scelta sia meno prevedibile. Tuttavia, queste vengono regolarmente riscontrate nelle liste di credenziali compromesse.
| Top 10 password italiane 2025 |
| admin |
| password |
| 123456 |
| cambiami |
| 123456789 |
| 12345 |
| Napoli1926 |
| juventus |
| 123stella |
| ciaociao |
La varietà delle password è spesso solo apparente: sono scelte comuni, brevi, prive di caratteri speciali, frutto di abitudini radicate e della volontà di privilegiare la praticità rispetto alla reale protezione degli account.
Trend internazionali: le password più comuni nel mondo
Il panorama globale non si discosta dalla situazione italiana. “123456” mantiene il suo primato come combinazione più usata a livello mondiale, seguita a stretto giro da varianti come “123456789”, “password”, “admin” e “qwerty”. Queste scelte sono ricorrenti in moltissimi paesi, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone, confermando una tendenza universale legata alla ricerca della semplicità e della memorizzazione immediata.
- Nomi comuni e date di nascita sono frequentemente impiegati, così come riferimenti a squadre sportive locali e nomignoli personali;
- In alcune regioni è emersa la presenza significativa di espressioni locali, hobby e persino nomi di celebrità come parti integranti delle password più vulnerabili;
- I data breach confermano una sorprendente uniformità dei comportamenti degli utenti digitali di diversi paesi ed età.
Molte delle chiavi di accesso più diffuse sono composte esclusivamente da numeri o semplici sequenze di lettere alfanumeriche, generando vulnerabilità enormi che gli hacker sfruttano utilizzando strumenti automatizzati.
Fattori culturali e generazionali nella scelta delle password
Le indagini confermano che la cultura e le passioni locali hanno un impatto rilevante sulla scelta delle password. In Italia, riferimenti al calcio e alle città di origine sono costanti; la passione per la propria squadra si traduce spesso in scelte prevedibili come “juventus”, “Napoli1926” o altri nomi di club. Nomi di celebrità, cantanti e personaggi televisivi, come “amadeus” o “delpiero”, si riscontrano tra i dati violati, così come riferimenti a città italiane.
Da un punto di vista generazionale, le ricerche mostrano che non esistono sostanziali differenze tra giovani e fasce d’età più mature nella tendenza a scegliere password deboli. Nomi propri e sequenze numeriche sono trasversali fra baby boomer, generazione X, millennial e generazione Z. Questi dati sfatano il mito secondo cui i “nativi digitali” sarebbero automaticamente più attenti alla sicurezza informatica; le cattive abitudini si perpetuano, a prescindere dall’età.
I rischi derivanti dall’utilizzo di password semplici e ripetute
L’uso di password prevedibili e ripetute rappresenta il principale vettore di rischio per la sicurezza digitale individuale e aziendale. Tecniche come l’attacco di forza bruta permettono di decifrare combinazioni semplici in meno di un secondo, mettendo rapidamente a rischio e-mail, profili social, servizi finanziari e molto altro.
Il pericolo maggiore risiede nel riciclo delle stesse credenziali su più piattaforme: se una sola viene violata in seguito a una fuga di dati, tutti gli account collegati rischiano una conseguente compromissione. Il rischio si amplifica poiché moltissimi utenti non adottano sistemi di autenticazione a due fattori, lasciando le proprie informazioni esposte a minacce automatiche e sofisticate alimentate da intelligenza artificiale.
Impossessarsi dei dati significa spesso avere accesso a informazioni sensibili, dati bancari, archivi personali e identità digitali. Gli attacchi si sono fatti progressivamente più avanzati, rendendo necessari strumenti e comportamenti evoluti di difesa informatica.
Come difendersi: consigli pratici per una maggiore sicurezza
Gli specialisti di sicurezza suggeriscono linee guida ormai consolidate, ma troppo spesso sottovalutate. Una password davvero efficace dovrebbe essere unica, lunga e complessa, composta da almeno otto caratteri che includano lettere maiuscole, minuscole, numeri e simboli. Utilizzare passphrase, ovvero sequenze di parole scollegate e difficili da intuire, aumenta sensibilmente la protezione degli account. Ecco alcuni suggerimenti chiave:
- Non riutilizzare mai la stessa password per servizi diversi;
- Cambiare periodicamente le credenziali e sostituire tutte quelle deboli, vecchie o già utilizzate altrove;
- Adottare sempre l’autenticazione multifattoriale, che richiede un secondo passaggio oltre all’inserimento della password, rendendo molto più difficile l’accesso agli attaccanti;
- Utilizzare un gestore di password, che permette di salvare in sicurezza le proprie credenziali, generare automaticamente sequenze complesse e accessi diversi per ogni servizio;
- Valutare l’adozione delle passkey: queste sostituiscono le password tradizionali con l’autenticazione tramite un dispositivo fisico, riducendo notevolmente il rischio di furto di identità digitale.
Il monitoraggio costante dello stato di sicurezza degli account, attraverso la verifica periodica delle proprie credenziali, può inoltre prevenire ripercussioni gravi in caso di data breach. Anche in presenza di difese tecnologiche avanzate, l’elemento umano rimane decisivo nella tutela della sicurezza digitale: consapevolezza e formazione sono il primo baluardo contro le violazioni.










