I riceratori della Rutgers university e quelli della Los Alamos National Lab stanno lavorando insieme.

Più si va avanti e più i chip che vengono costruiti si rimpiccioliscono. E si è arrivati quasi al limite del possibile. Per questo, gli scienziati dei materiali stanno lavorando molto intensamente per riuscire a fornire materiali grezzi che poi saranno usati per costruire i circuiti da molecole individuali come i nanotubi di carbone.

Quali materiali

Benché il grafene attragga gli studiosi, in realtà esiste una grande varietà di materiali atomicamente piccoli. Inoltre, il grafene in genere non è un semiconduttore. Ci sono, però, altre alternative e strade percorribili. Una di queste è il molibdeno disulfide, o MoS2, che già è stato usato per creare elettronica funzionale. Sfortunatamente, però, la performance di questi circuiti non è soddisfacente, in quanto particolarmente incostante.

I ricercatori della Rutgers University e del Los Alamos National Lab

Un gruppo di ricercatori della Rutgers University insieme a quelli della Los Alamos National Lab si sono chiesti come mai agganciare cavi a materiali atomicamente piccoli fosse difficile e si stanno avvicinando a trovare  una soluzione. Benché MoS2 sembri avere ciò che serve per fare un grande circuito, gli ultimi tentativi di impiegarlo sono stati inutili. Il problema deriva dalla connessione dei circuiti. Con circuiti normali il problema tra il cavo e il semiconduttore si sarebbe risolto aggiungendo un’impurità a quest’ultimo con una pratica chiamata “doping”. Nel nostro caso, invece, aggiungere impurità a un materiale non funziona.

Dal punto di vista scientifico, identificare il problema e palesare la possibilità che questo possa essere risolto è un gran passo avanti nella ricerca.