Navigare online in cerca di siti a luci rosse può costare carissimo. Non la ricerca in sé, intendiamoci, ma l’apertura di siti sbagliati e magari l’avvio di un video o di un contenuto hot. Soprattutto a chi lo fa da dispositivi mobile (smartphone in prima battuta, ma anche tablet) che utilizzano il sistema operativo Android. La cosa era già abbastanza nota, ma un rapporto di Kaspersky Lab – una delle principali società che si occupano di sicurezza informatica – certifica l’allarme. Un virus informatico su quattro di quelli che colpiscono gli utenti della piattaforma Android si nasconde dietro all’indirizzo di un sito a luci rosse.

Si tratta insomma di vere e proprie esche, dietro le quali spesso non c’è neppure un vero e proprio sito. Secondo l’analisi Kaspersky, nel 2017 circa 1,2 milioni di utenti Android hanno avuto a che fare con virus informatici travestiti da contenuti a luci rosse. Nel complesso sono stati colpiti da malware 4,9 milioni di persone. I numeri risultano maggiori rispetto a quelli dei virus che colpiscono i computer, sempre sfruttando la voglia di guardare contenuti ad alto tasso erotico. Lo studio di Kaspersky sui malware che colpiscono gli smartphone non ha riguardato la piattaforma iOS, cioè quella dei telefoni e tablet Apple (iPhone e iPad), ma si è concentrata sul sistema operativo di Google, che è il più diffuso al mondo, visto che la società californiana lo ha messo a disposizione di produttori e sviluppatori. L

La maggior parte di questo tipo di virus (quasi il 46%) è un cosiddetto Clicker, un software subdolo che apre pagine online, clicca su inserzioni o si iscrive a servizi a pagamento all’insaputa della vittima. In questo modo, chi naviga dallo smartphone in cerca di contenuti erotici gratuiti finisce per rimetterci soldi, dati e batteria.

E Facebook compie 14 anni

Compie 14 anni Facebook, il popolare social network che conta oltre due miliardi di utenti e nell’ultimo anno è stato alle prese con il problema delle fake news. Il social fu lanciato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Originariamente progettato solo per gli studenti dell’Università di Harvard, fu presto aperto alle altre scuole della zona per poi avere la diffusione mondiale che conosciamo. Il sito, aperto con soli mille dollari d’investimento, ha visto crescere negli anni il suo valore in maniera esponenziale. Solo pochi giorni fa, nella trimestrale la società di Menlo Park ha riportato risultati sopra le attese con un utile operativo in aumento del 61% e bloccato sui 7,35 miliardi di dollari.

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