Era stato salutato con favore perché l’abolizione del roaming era stato considerato uno di quei provvedimenti che danno senso all’Unione europea- È da anni un obiettivo delle leadership dei Paesi dell’area, che più volte hanno fatto capire a Bruxelles che il gran passo sarebbe utile per avvicinare i cittadini della regione all’Unione europea a cui aspirano. Ed è un sogno anche e soprattutto delle persone comuni che quando viaggiano nell’Unione rischiano sempre salassi sulla bolletta telefonica. Ma il loro sogno – l’abolizione del roaming per i cittadini dei Paesi balcanici ancora extra Unione europea quando si trovano in un Paese europeo – rimarrà con tutta probabilità nel cassetto.

A chiudere le porte all’estensione ai Balcani del principio del roam like home – che oggi permette ai residenti in Paesi Ue di telefonare, spedire e ricevere Sms e navigare sul web alla stessa tariffa concordata in patria anche quando sono in un’altra nazione dell’Unione europea – è stata la commissaria europea all’Economia digitale, la bulgara Mariya Gabriel. In conferenza stampa a Belgrado, Gabriel ha precisato che il roaming sarà archiviato solo quando i Paesi balcanici fuori dal club europeo che conta – ossia Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Albania e Kosovo – entreranno a far parte a tutti gli effetti dell’Unione europea.

La Serbia e gli altri Paesi della regione – ha detto Gabriel – dovrebbero diventare membri dell’Unione europea e in quel momento non ci saranno più tariffe di roaming aggiuntive. Fino ad allora, il roaming resterà in vigore. Se per Serbia e Montenegro si parla infatti di adesione intorno al 2025, per gli altri quattro Paesi l’attesa sarà ancora più lunga. Tuttavia, ha però suggerito Gabriel, è in corso la discussione su come abbassare i prezzi del roaming, una priorità dell’Agenda digitale per i Balcani occidentali. Gabriel ha poi anticipato che l’Unione europea si attende che Paesi della regione facciano progressi e si possa arrivare a una riduzione dei costi del roaming per messaggi, chiamate e navigazione Internet.

Riduzione che dovrebbe far scendere a circa 70 centesimi il costo di un MB di dati nell’estate 2019 e poi a 20 nel 2021, di certo molto più basso di quanto si paga ora. L’abolizione prima dell’entrata in Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Albania e Kosovo di tutti i Paesi balcanici – aveva suggerito ad esempio il think tank Biepag – avrebbe invece avvicinato i futuri cittadini di Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Albania e Kosovo al resto del Vecchio continente e persino ridato slancio all’allargamento e fiducia nel processo europeo. Auspici e benefici che, a Bruxelles, non sembrano essere stati del tutto colti.

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