Una ricerca e uno studio richiesto da Greenpeace mostrano almeno un duplice quadro sulle prospettive delle auto in Europa e non solo. Il documento è stato redatto dal Centro aerospaziale tedesco ed è collegato al blocco delle vendite nel 2025 delle auto benzina e diesel e ibride nel 2028, almeno auspicato (ma non solo)
Si legge allora che molte case automobilistiche sono aggrappate al motore a combustione interna, ma se vogliono conservare le loro quote di mercato, devono spostarsi verso nuovi modelli di business, investendo sull’auto elettrica e verso servizi di mobilità condivisa. Perché, viene esplicitamente spiegato, per avere il 50% di probabilità di riuscire a contenere il riscaldamento terrestre a 1,5 gradi, le auto a benzina e diesel dovrebbero uscire dalle concessionarie al massimo nel 2030, seguite dalle ibride plug-in nel 2035.

Secondo Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia, il phase out dei motori fossili, alimentati con i derivati del petrolio, non solo avrà effetti positivi per il clima ma aiuterà significativamente a ridurre la crisi sanitaria che viene dall’inquinamento atmosferico, migliorando la nostra qualità della vita.

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