videogiochi più violenti

I videogiochi sono spesso stati considerati media capaci di influenzare la mentalità degli utenti e quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi possano stimolare comportamenti violenti nelle persone. I più recenti studi hanno dimostrato che l’aumento del consumo di videogiochi violenti non è direttamente collegato all’aumento di crimini, ma anzi spesso rappresentano una valvola di sfogo della violenza stessa.

È tuttavia innegabile che serva prestare particolare attenzione ai contenuti che gli stessi videogiochi possono veicolare, specialmente se nelle mani dei più piccoli. Il dibattito resta aperto e in questo articolo non c’è nessuna intenzione di esaltare (o condannare) i titoli che troverete di seguito.

Ecco la lista dei dieci videogiochi più violenti della storia.

CARMAGEDDON – Probabilmente il gioco violento per eccellenza, censurato e proibito in molti Paesi. In Italia si arrivò addirittura a discuterne in Parlamento e le copie del gioco non censurate vennero ritirate dal mercato. Era il 1997 e a bordo di un auto i giocatori dovevano distruggere i mezzi avversari e investire quanti più pedoni possibile per aumentare il punteggio.

GTA – Anch’esso uscito nel 1997, è uno dei videogiochi più venduti di sempre. I titoli della serie sfornati dalla Rockstar Games sono stati diverse, l’elemento principale è sempre stato la violenza. Il giocatore si trova nei panni di un criminale e dovrà portare a termine varie missioni per aumentare la propria reputazione in città, uccidendo i criminali rivali e guadagnare soldi.

MANHUNT – Ritenuto da molti vincitore assoluto della classifica dei videogiochi più violenti di sempre, Manhunt (prodotto da Rockstar) è stato proibito in molti paesi ed è stata rilasciata una versione rivista e meno violenta. Il protagonista del videogioco è un condannato a morte in fuga all’interno di una Carcer City trasformata in un vero e proprio mattatoio.

RAPELAY – Si tratta di un videogioco giapponese di genere erotico in cui il protagonista è uno stupratore che deve violentare una donna e le sue due figlie. Una scelta di cattivo gusto, ma sicuramente da citare tra i videogiochi più violenti.

HARVESTER – Rilasciato dalla Virgin Games nel 1996 dopo anni di rinvii e minacce ai produttori, in questo titolo si può trovare di tutto, dagli incesti al cannibalismo, dagli stupri alla necrofagia. Nel gioco si parla anche di nazismo e pedofilia, non c’è quindi da stupirsi se il gioco non sia mai arrivato sui nostri mercati. Una violenza carnale e mentale senza precedenti e al quale nessun gioco si è mai più avvicinato.

FALLOUT 3 – È stato censurato in vari Paesi per via delle scene di mutilazioni, schiavitù e cannibalismo. Tutto frutto della guerra nucleare a cui il protagonista è sopravvissuto e di cui deve affrontare i postumi.

YANDERE SIMULATOR – In Giappone “Yandere” indica una persona apparentemente dolce e gentile ma ossessionata dalla gelosia per un’altra persona. Così in questo videogioco vestirete i panni di un’innocente scolaretta pronta ad uccidere qualsiasi rivale in amore. Inoltre sarà necessario nascondere il cadavere ed eliminare eventuali prove e testimoni.

POSTAL 2 – Il protagonista deve completare missioni improbabili quanto violente, tipo orinare sulla gente per poi tagliargli la testa. In aggiunta si trovano numerosi riferimenti omofobici, razzisti e offensivi nei confronti degli animali, sufficiente quindi per dichiararlo uno dei giochi più violenti di sempre.

HATRED – Simile a Postal, racconta la storia di un uomo che decide di farla finita con la società nel modo più cruento possibile. Atti di follia pura contro quante più persone possibile.

BULLY – Il titolo è poi stato cambiato in Canis Canem Edit visto il chiaro inneggio al bullismo. Ritirato dal commercio in diversi Paesi, questo videogioco si sviluppa sul binomio violenza e adolescenza.

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