Le big tech puntano sempre a incrementare fatturato e utili, e i green bond sono diventati una strategia chiave in questo obiettivo. Questi strumenti finanziari stanno guadagnando terreno tra le grandi aziende tecnologiche grazie alla loro capacità di combinare investimenti profittevoli con progetti sostenibili.

Green bond: cosa sono e come le big tech li utilizzano

I green bond, o obbligazioni verdi, sono destinati a finanziare iniziative che hanno un impatto positivo sull’ambiente. Questa è la principale differenza rispetto ai bond tradizionali. La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale ha spinto governi e aziende ad adottare misure attive in questo ambito, non per filantropia, ma perché la sostenibilità può offrire interessanti opportunità di crescita.

I green bond prevedono il finanziamento di progetti specifici, con vincoli sulla destinazione dei fondi raccolti, controllo periodico sull’uso dei proventi e certificazione da parte di un revisore esterno.

Le applicazioni dei green bond nel campo della sostenibilità sono molteplici. Possono finanziare progetti legati all’uso razionale dell’acqua, allo smaltimento dei rifiuti, all’edilizia ecologica e all’ammodernamento delle infrastrutture per i trasporti. Inoltre, sono fondamentali nel contrasto dell’inquinamento. Di fronte a queste opportunità, le big tech stanno investendo massicciamente. Oltre ai potenziali guadagni, queste aziende mirano a migliorare la loro immagine aziendale e a dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità.

Per contrastare le accuse di contribuire al cambiamento climatico, le big tech stanno scommettendo sui green bond. Apple, ad esempio, ha lanciato un programma di green bond da 4,7 miliardi di dollari per ridurre le emissioni di anidride carbonica di oltre 920.000 tonnellate all’anno. Google ha stanziato 3,47 miliardi di dollari per finanziare progetti verdi e sociali attraverso il framework Sustainability bond di Alphabet. Amazon punta a ridurre le emissioni nette di anidride carbonica entro il 2040, mentre Facebook e Microsoft si sono impegnati a raggiungere lo stesso obiettivo entro il 2030.

Anche al di fuori del settore tecnologico, aziende come Starbucks stanno adottando green bond per rendere più sostenibili le loro attività, con un programma da un miliardo di dollari per approvvigionarsi di grani di caffè da produttori sostenibili.

I green bond hanno una storia relativamente recente. Il primo è stato emesso il 4 luglio 2007 dalla Banca europea degli investimenti, con un valore di 807 milioni di dollari. In Italia, il primo green bond è stato emesso nel 2014 dalla Hera, una multiservizi ambientale di Bologna, con un valore di circa 500 milioni di euro e una durata di 10 anni.

Anche gli Stati stanno iniziando a emettere green bond, con la Polonia che è stata la prima nel 2016 con un collocamento di 750 milioni di euro. Nonostante l’interesse, l’Italia non ha ancora emesso alcun green bond. L’International Capital Market Association (ICMA) stila e aggiorna i principi dei green bond, noti come Green Bond Principles, per garantire trasparenza e integrità nel mercato delle obbligazioni verdi.

Le big tech stanno dimostrando che i green bond non sono solo uno strumento per finanziare la sostenibilità, ma anche un’opportunità per rafforzare la loro posizione di leadership nel mercato globale, integrando strategie ambientali nei loro modelli di business.

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