I dipendenti di Google hanno chiesto all’azienda di Mountain View di predisporre un piano per il clima che porta all’azzeramento delle emissioni entro il 2030. Chiesto inoltre a Google di rifiutare i contratti che sosterrebbero l’estrazione di combustibili fossili e lo stop alle collaborazione con organizzazioni coinvolte nell’oppressione dei rifugiati. La petizione online porta le firme di oltre un migliaio di dipendenti di Google.

Allo stesso modo, i dipendenti di Amazon e Microsoft hanno invitato il proprio datore di lavoro a prendere provvedimenti per contrastare cambiamenti climatici. I lavoratori di entrambe le società sono addirittura scesi in piazza insieme in difesa del clima.

Multinazinali hi-tech in difesa dell’ambiente

Per misurare il suo impatto ambientale, Amazon ha esaminato le emissioni di tutte le sue attività, inclusi gli aerei che gestisce e l’energia che utilizza per produrre Echos, Kindle e altri dispositivi. Amazon ha persino incluso i viaggi dei clienti per raggiungere Whole Foods, la catena di negozi di sua proprietà. Bezos ha rivelato il suo impegno per contenere l’inquinamento, rivelando l’intenzione di parlato con i CEO di altre grandi multinazionali per convincerli a firmare.

Da parte loro, i dipendenti di Amazon hanno fatto pressione sulla società affinché facesse di più per combattere i cambiamenti climatici. All’inizio di quest’anno, oltre 8.000 lavoratori hanno sottoscritto una lettera aperta a Bezos, chiedendo la riduzione di emissioni di carbonio, la fine dell’utilizzo di combustibili fossili e lo stop alla collaborazione con le compagnie petrolifere che usano la tecnologia di Amazon per trovare più velocemente il petrolio da trivellare. Più di 1.500 dipendenti hanno in programma di partecipare al Global Climate Strike, la protesta mondiale per i cambiamenti climatici.

Anche i dipendenti di altri grandi colossi della tecnologia, tra cui Google e Microsoft si sono mossi nella stessa direzione. Le lamentele sono simili a quelle dei lavoratori Amazon, inclusa la protesta sulla fornitura di tecnologia all’industria petrolifera.

In questo contesto Amazon ha iniziato a costruire il suo aeroporto, vicino a Cincinnati. Un investimento da 1,5 miliardi di dollari che dovrebbe concentrare nelle mani di Jeff Bezos la filiera delle consegne e accelerare le consegne di Prime che giungeranno a destinazione entro un giorno. Proprio il ceo della compagnia si è presentato in Kentucky per il battesimo. L’hub dovrebbe essere operativo nel 2021, far decollare una cinquantina di aerei e dare lavoro a circa 2.000 persone.

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