Se è Amazon a dare l’esempio allora occorre avere fiducia nel cambiamento di regole che sembrano immutabili. Il gigante dello shopping online, che spedisce più di 10 miliardi di articoli all’anno su aerei e camion che consumano carburante, ha dichiarato di aver ordinato 100.000 furgoni elettrici che inizieranno a consegnare pacchi dal 2021.

Prevede inoltre di consumare il 100% di energia da fonti rinnovabili come i pannelli solari entro il 2030. Amazon ha dichiarato di aver emesso 44,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno scorso, un numero che si avvicina ai tassi di inquinamento di alcune piccole nazioni. Di conseguenza una svolta diventa necessaria.

Amazon per l’ambiente, costa sta succedendo

Per misurare il suo impatto ambientale, Amazon ha esaminato le emissioni di tutte le sue attività, inclusi gli aerei che gestisce e l’energia che utilizza per produrre Echo, Kindle e altri dispositivi. Amazon ha persino incluso i viaggi dei clienti per raggiungere Whole Foods, la catena di negozi di sua proprietà. Bezos ha rivelato il suo impegno per contenere l’inquinamento, rivelando l’intenzione di parlato con i CEO di altre grandi multinazionali per convincerli a firmare.

Da parte loro, i dipendenti di Amazon hanno fatto pressione sulla società affinché facesse di più per combattere i cambiamenti climatici. All’inizio di quest’anno, oltre 8.000 lavoratori hanno sottoscritto una lettera aperta a Bezos, chiedendo la riduzione di emissioni di carbonio, la fine dell’utilizzo di combustibili fossili e lo stop alla collaborazione con le compagnie petrolifere che usano la tecnologia di Amazon per trovare più velocemente il petrolio da trivellare. Più di 1.500 dipendenti hanno in programma di partecipare al Global Climate Strike, la protesta mondiale per i cambiamenti climatici.

Anche i dipendenti di altri grandi colossi della tecnologia, tra cui Google e Microsoft si sono mossi nella stessa direzione. Le lamentele sono simili a quelle dei lavoratori Amazon, inclusa la protesta sulla fornitura di tecnologia all’industria petrolifera.

In questo contesto Amazon ha iniziato a costruire il suo aeroporto, vicino a Cincinnati. Un investimento da 1,5 miliardi di dollari che dovrebbe concentrare nelle mani di Jeff Bezos la filiera delle consegne e accelerare le consegne di Prime che giungeranno a destinazione entro un giorno. Proprio il ceo della compagnia si è presentato in Kentucky per il battesimo. L’hub dovrebbe essere operativo nel 2021, far decollare una cinquantina di aerei e dare lavoro a circa 2.000 persone.

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