Crescono i nuovi formati digitali: nel 2016 il 35,8% dei libri stampati in Italia (oltre un terzo del totale, quindi circa 22mila titoli) è stato proposto anche in ebook. Ma soprattutto, a fronte di un tasso di lettura in calo, circa 4,2 milioni di persone hanno letto libri elettronici ovvero una cifra in costante aumento. Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri online il numero sale a 6,3 milioni ossia l’11,1% della popolazione di 6 anni e più, in decisa crescita rispetto all’8,2% del 2015. A far riflettere è però la conclusione a cui giunge l’Istat: in Italia si legge sempre meno. I lettori sono in calo, dal 42% del 2015 al 40,5% dello scorso anno.

In Italia si legge sempre meno

Circa 23 milioni di persone dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Per una fetta ancora più ampia di italiani il libro resta un tabù. Legge almeno un libro l’anno meno di una persona su tre nelle regioni del Sud mentre in quelle del Nord-Est si raggiunge la percentuale più elevata (48,7%, oltre 8 punti in più della media nazionale). Sono le donne ad avere una maggiore propensione alla lettura, già a partire dai 6 anni di età. Complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 33,5% degli uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. A leggere di più sono i giovanissimi, tra gli 11 e i 14 anni rispetto a tutte le altre classi di età. Cresce comunque la produzione di libri ma con tirature meno impegnative.

Meno dialetti più lingue straniere

L’italiano è stabile, l’uso del dialetto come esclusivo è in calo mentre la diffusione delle lingue straniere conosce un aumento significativo in particolare tra i giovani.È l’altra fotografia che fa l’Istat nel suo report annuale. E così scopriamo che mentre sui social si assiste ad una grande popolarità di siti o blog che si esprimono in dialetto, in ambito familiare e ancora di più lavorativo sempre più usiamo la nostra lingua. Questi i dati: nel 2015 si stima che il 45,9% della popolazione di sei anni e più si esprima in italiano in famiglia e il 32,2% sia in italiano sia in dialetto. Soltanto il 14% usa prevalentemente il dialetto. Ricorre a un’altra lingua il 6,9%.

La diffusione di lingue diverse dall’italiano e dal dialetto in ambito familiare registra un aumento significativo, in particolar modo tra i 25-34enni. Per tutte le fasce di età diminuisce l’uso esclusivo del dialetto, anche tra i più anziani, tra i quali rimane comunque una consuetudine molto diffusa: nel 2015 il 32% degli over 75 parla in modo esclusivo o prevalente il dialetto in famiglia. Riguarda maggiormente chi ha un basso titolo di studio, anche a parità di età. Nel 2015 il 90,4% della popolazione è di lingua madre italiana. Rispetto al 2006, aumenta la stima di quanti si dichiarano di lingua madre straniera. Le più parlate sono il rumeno, l’arabo, l’albanese, lo spagnolo e il cinese.

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