Innanzitutto si rafforzano i segnali positivi sul fronte della digitalizzazione del Paese. Nel 2016, per Assinform, il mercato digitale italiano è cresciuto dell’1,8% raggiungendo i 66,1 miliardi di euro. Rispetto alle previsioni, un miglioramento di mezzo punto che ha rafforzato la tendenza iniziata nel 2015 (+1%) capovolgendo il trend discendente degli anni precedenti. I particolare non sfuggono i tre segni positivi associati a pubblicità digitale (+7,2%), servizi ICT (+2,5%) e software e soluzioni (+4,8%). A sorridere per le performance ottenute nei 12 mesi dello scorso anno sono complessivamente i comparti dell’informatica, delle telecomunicazioni e dei contenuti.

Ma sono soprattutto le previsioni per il 2017 a strappare un sorriso perché secondo l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del settore, è da mettere in conto un +2,3%. Il tutto mentre si attende di capire l’impatto del programma Industria 4.0. Sul fronte del lavoro e del mercato dell’occupazione nelle professioni ICT e del comparto informatica, anche se non si registrano percentuali di crescita, non passa inosservato quel +6% relativo alle funzioni direttive e tecniche a più alta qualificazione. In buona sostanza, viene riconosciuta la qualità del lavoro. Da segnalare che le startup innovative sono 6.745, in crescita del 31%.

In calo gli acquisti di computer e stampanti. Il segno positivo spunta in riferimento alla vendita di smartphone, tablet e smart TV. In particolare, per quanto riguarda la telefonia, la diffusione dei cellulari intelligenti registra un + 8% pari a 16,7 milioni di unità. Le soluzioni individuate per dare più spinta al comparto ICT sono le solite: accelerare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, rendere il credito di imposta per la ricerca e l’innovazione una misura strutturale, trovare una rapida soluzione al problema dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, finanziamenti più facili per le aziende innovative.

E per il futuro? Spiega Agostino Santoni, presidente dell’Associazione nazionale delle imprese IT: “I progressi rilevati vanno oltre i timidi segnali di un anno fa, confermando in modo netto la ripresa degli investimenti nell’innovazione tecnologica nel nostro Paese. Gli stessi programmi di governo vedono il digitale al centro dell’unica strategia possibile per il rilancio del nostro Paese. Quella centrata sul recupero di competitività attraverso l’ammodernamento dei processi produttivi, l’automazione e la semplificazione dell’attività amministrativa, la valorizzazione del tessuto produttivo in chiave di industria 4.0. Certo, servirebbe ancora più spinta, soprattutto sul fronte della domanda sempre più esposta ai confronti internazionali, ma i segnali sono buoni”.

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