Toshiba, che continua la sua pesante ristrutturazione, ha annunciato la vendita della controllata che produce chip (Toshiba Memory, ex divisione già esternalizzata in società satellite) a un consorzio guidato dal fondo americano Bain Capital per 2.300 miliardi di yen, cambio circa 18 miliardi di euro. Nascerà una nuova società, chiamata Pangea, di cui fanno parte, oltre a Bain Capital Private Equity, anche Apple, Dell Technologies, Seagate e Kingston e in cui Toshiba resterà comunque socia al 40,2%. L’operazione dovrebbe portare un utile straordinario di 970 miliardi di yen, pari a 7,6 miliardi di euro, anche se l’effetto è già stato incluso nelle previsioni annunciate lo scorso mese.

Operazione da circa 18 miliardi di euro: gli scenari

La transazione è stata concordata a settembre nel tentativo da parte della multinazionale di rimanere a galla nonostante le perdite accumulate da un’altra controllata, l’americana Westinghouse. Il rosso – nascosto per anni dai bilanci ufficiali – è poi emerso nel corso del 2017 portando Toshiba a un passo dal fallimento. A oggi, Toshiba Memory è il secondo produttore mondiale di chip di memoria Nand, dopo Samsung e prima di Sandisk-WD. Per via di un investimento di 350,5 miliardi di yen, Toshiba rimarrà comunque presente nel territorio dei chip di memoria diventando azionista di Pangea e intascando il 40,2% dei diritti di voto.

Il compratore ricorda di aver ricevuto le approvazioni di tutti gli antitrust e assicura di non vedere l’ora di poter chiudere questo investimento. Da parte sua ha promesse il massimo impegno per significativi investimenti di capitale per favorire lo sviluppo e la crescita delle tecnologie di semiconduttori.

Apple: niente audizione all’europarlamento

Apple rifiuta di partecipare all’audizione presso la Commissione speciale per i crimini finanziari e l’evasione fiscale dell’europarlamento. A rivelarlo è l’eurodeputato verde Sven Giegold. Non si farà interrogare perché – scrive – “paga ogni centesimo di tasse che deve” e non vuole interferire con il procedimento di appello sulla restituzione all’Irlanda degli aiuti di Stato considerati illegali dalla Unione europea. Intanto un top manager di Google ha raggiunto un accordo con la Procura di Milano. Patteggerà un pena (convertita in una multa di alcune decine di migliaia di euro) nell’inchiesta su una presunta evasione fiscale del colosso californiano che ha già versato al Fisco 306 milioni dopo una transazione. Sull’istanza di patteggiamento deciderà il gip.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 2 Media: 4.5]

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome