L’ipotesi di una rete unica con Open Fiber e l’avallo del governo fermano l’emorragia in Borsa ma Tim non diventa golosa nemmeno a questi prezzi, anche se gli analisti vedono un’occasione per comprare. Un tiepido rimbalzo lascia il titolo a 0,44 euro (+0,54%). Il governo è favorevole alla creazione di una rete telefonica fissa unica, che nascerebbe da una fusione tra le rete di Telecom Italia (Tim) e Open Fiber. «Certamente una rete unica porterebbe efficienza al sistema e da questo punto di vista il governo penso che debba guardare con favore a un’evoluzione in quella direzione» ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in un’intervista a Reuters a Davos chiosando però «si tratta di scelte che devono fare poi nella loro autonomia società private e quotate». L’ad Luigi Gubitosi è al lavoro sul piano che avrà la Rete come fulcro per liberare valore.

Nei giorni scorsi, Il fondo Usa, guidato da Paul Singer, ha fatto sapere come sia auspicabile convocare al più presto un tavolo sull’ipotesi di rete unica tra Tim e Open Fiber. L’autorità garante in pratica ha bocciato il progetto di separazione solo societaria e non proprietaria della rete Telecom presentato dall’ex amministratore delegato Amos Genish. Il manager rappresenta l’idea di Vivendi sulla rete che non è propensa alla cessione, a differenza di Elliott che sarebbe pronta a farlo. L’attuale capitalizzazione di mercato del gruppo italiano delle telecomunicazioni scivola sotto 10 miliardi di euro, a 9,75 miliardi. Per fare un paragone la francese Orange, la ex France Telecom, ha un valore di mercato di circa 35,7 miliardi.

Secondo alcune fonti, il tavolo tecnico per la separazione della rete andrebbe convocato anche con la presenza di Cassa depositi e prestiti che possiede il 50% di Open Fiber e all’altro azionista, ossia Enel. Se il progetto andasse in porto si potrebbe utilizzare la cosidetta Rab, ossia la possibilità di orientare i costi dell’affitto della rete in fibra a quanto investito. Questa eventualità non piace ai concorrenti di Telecom che preferirebbero il mantenimento di due player per la realizzazione e la gestione della rete in fibra.

Sono circa 7.000 i comuni coinvolti nella realizzazione della banda ultralarga nelle regioni della prima e della seconda gara Infratel. La lista è stata pubblicata sul sito Open Fiber che ha messo a disposizione una cartina interattiva navigabile. In seguito all’aggiudicazione della prima gara per realizzare l’infrastruttura nelle aree bianche del Paese quelle a fallimento di mercato, Open Fiber e Infratel Italia hanno infatti firmato un contratto di concessione, di durata ventennale, per la progettazione, costruzione e gestione della rete di accesso per circa 3.000 Comuni presenti nelle Regioni Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto.

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