La rivoluzione digitale si affaccia anche su un segmento di mercato rimasto fino a oggi prettamente analogico: quello della posta raccomandata. Un settore solo scalfito dalla posta elettronica certificata, utilizzata dai professionisti. Da circa un anno è attivo un servizio brevettato da una start up italiana, inPoste.it, garantito da un brevetto valido fino al 2032. Il servizio lanciato in sordina dodici mesi fa si chiama Tnotice e, detta in termini semplici, è la possibilità di inviare raccomandate, con relativa ricevuta di ritorno, dalla propria mail personale, a quella personale del destinatario. Insomma, qualunque sia il provider di posta usato, la raccomandata digitale può essere inviata e ricevuta con pieno valore legale.

A differenza delle raccomandate cartacee, in quella digitale è possibile certificare non solo la ricezione, ma anche il contenuto. Il servizio ha registrato un piccolo boom. In tutto lo scorso anno, spiega l’amministratore delegato di inPoste.it, Alberto Lenza, sono state inviate 150mila raccomandate nel solo mese di gennaio. Molto dipende dai grandi clienti acquisiti dalla start up, da Vodafone a Tiscali, da Genertel (gruppo Generali) a Italo. Società attirate soprattutto dai prezzi competitivi della raccomandata digitale: 1,50 euro per quella con ricevuta di ritorno, un solo euro per quella senza ricevuta. La raccomandata si invia tramite l’applicazione app.tnotice.com e la ricezione è completamente gratuita.

Non solo Poste per la consegna di atti e multe

Arriva la concorrenza nella consegna delle multe e degli atti giudiziari. L’apertura del mercato, che determina la caduta dell’ultimo monopolio riservato a Poste Italiane, era stata decisa dal Parlamento ad agosto scorso, ma per la partenza vera e propria del nuovo regime di liberalizzazione mancava il regolamento dell’Agcom, che ora è stato approvato. La legge sulla concorrenza era stata un provvedimento travagliato. Per l’approvazione sono serviti ben tre anni e diversi passaggi parlamentari, con l’obiettivo di aprire quest’ultimo segmento di mercato ancora riservato al colosso controllato dallo Stato, fissando al settembre del 2017 lo stop al monopolio.

Perché la misura entrasse realmente in vigore era necessario il regolamento che fissa i requisiti di cui devono essere in possesso le aziende per entrare in possesso della relativa licenza, che verrà rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Le imprese interessate, si legge nel regolamento che ha recepito anche i pareri del ministero della Giustizia e dell’Antitrust, potranno richiedere l’abilitazione per entrambi i servizi o anche solo per le multe: le licenze saranno differenziate su base nazionale o regionale.

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1 commento

  1. Sono davvero molto perplesso in quanto scrivete che con una raccomandata cartacea non si può certificare il contenuto e questo è assolutamente falso.
    Basta infatti inviare una raccomandata senza busta e proprio non volete perdere tempo, potete fare tutto online dal sito.

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