Il Congresso degli Stati Uniti avrebbe chiesto informazioni a Spotify in merito ai rapporti con Apple in ottica antitrust ovvero al presunto comportamento anticoncorrenziale per supportare le proprie app. Il comitato giudiziario della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti avrebbe contattato il servizio di streaming musicale prendendo le mosse dalla denuncia presenta contro la società di Cupertino in sede europea nello scorso mese di marzo. Il punto è che per la prima volta si registra la partecipazione del Congresso sull’attività di Apple.

Le contestazioni di Spotify a Apple e la replica

Spotify e altri sviluppatori lamentano comportamenti anticoncorrenziali da parte di Apple che imporrebbe regole che ostacolano la distribuzione tramite l’App Store, l’unico modo per gli sviluppatori di terze parti di raggiungere gli oltre 900 milioni di utenti iPhone. Altri sviluppatori di app puntano l’indice contro il funzionamento dell’assistente vocale Siri che avrebbe funzionalità limitate con molte app di terze parti, tra cui Spotify.

Quest’ultima si è anche lamentata della commissione del 30% su determinati acquisti dell’App Store. Apple impedirebbe quindi ai produttori di app di riscuotere pagamenti in altri modi sull’App Store o di mostrare agli utenti collegamenti o pulsanti ad altri modi di pagamento.

Da parte sua, la società di Cupertino afferma di applicare le regole dell’App Store in modo uniforme tra tutti gli sviluppatori e che più di 8 app su 10 sono gratuite e non pagano nulla ad Apple. Cupertino spiega anche che Spotify non paga nulla per gli utenti del suo servizio gratuito o per i membri Spotify a pagamento registrati al di fuori dell’App Store. E ancora: Spotify pagherebbe una quota delle entrate di circa la metà dei suoi 108 milioni di utenti premium ovvero il 15% di commissioni su circa 680.000 clienti acquisiti tra il 2014 e il 2016 quando ha utilizzato i sistemi di pagamento di Apple.

E a proposito del suo App Store, lo definisce un luogo sicuro e affidabile per i clienti per scoprire e scaricare app, oltre che una grande opportunità commerciale per tutti gli sviluppatori. Occorre far presente che oltre all’indagine del comitato giudiziario, altre grandi società tecnologiche stanno affrontando indagini antitrust. Il Dipartimento di Giustizia sta esaminando le posizioni di Google, Facebook e Apple mentre la Federal Trade Commission sta indagando su Facebook e Amazon.

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