Più innovazione e più servizi digitali per competere in un mercato in cui, ammettiamolo pure, ha subito duri colpi. Il nuovo piano industriale di Poste Italiane è comunque (quasi) pronto e sarà presentato al mercato nei primi mesi del 2018. In quella circostanza si capirà se le aspettative sono ben riposte ovvero se le novità per il settore mobile siano in grado di strappare un applauso. Ad annunciare il Piano è stato l’amministratore delegato e direttore generale Matteo Del Fante arrivato da setti mesi alla guida del gruppo, che in occasione della presentazione dei risultati dei primi nove mesi, archiviati con un calo del 10,3% dell’utile e un aumento del 2% dei ricavi, ha anche anticipato una mossa interessante per innalzare il tasso di competitività e aumentare la fiducia.

Il postino arriva anche nei week-end

Sono infatti in arrivo novità sul fronte delle consegne postali, nell’ottica di una maggiore velocizzazione. Poste Italiane sta valutando alcuni aggiustamenti nel nuovo modello di consegne, ha anticipato Del Fante in conference call con gli analisti, precisando che l’intenzione è di completarne l’attuazione nel 2018 e su questo le trattative con le organizzazioni sindacali sono in corso. In particolare, secondo quanto si apprende, allo studio ci sono novità sia per i tempi sia per le modalità di consegna: nello specifico, si sta valutando l’allungamento degli orari dei portalettere e la possibilità di consegnare la posta anche nei week-end.

E intanto prosegue l’implementazione delle linee strategiche e l’approfondimento sul modello di business che sarà presentato ai mercati agli inizi del 2018. Il piano punta a consentire un’ulteriore ed equilibrata crescita del business – spiega il Gruppo – nonché a continuare il sentiero evolutivo nel processo di innovazione del Paese con particolare attenzione ai servizi per la pubblica amministrazione. Nello specifico dei vari settori, proseguiranno il processo di ristrutturazione del settore logistico-postale e la strategia di gestione attiva del portafoglio di strumenti finanziari, oltre a lavorare sul posizionamento nel comparto del transaction e digital banking con l’obiettivo di creare un polo unico verso la clientela retail, business e pubblica amministrazione.

Dal punto di vista economico, i primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con un utile netto consolidato in calo a 724 milioni di euro, penalizzato dai maggiori oneri finanziari per la perdita di 82 milioni di euro per la partecipazione in Alitalia nel 2014. Cala anche il risultato operativo (a 1,176 miliardi di euro), per una serie di accantonamenti e per il fatto che è venuto meno l’apporto di Banca del Mezzogiorno-Medio Credito Centrale: al netto di queste partite straordinarie sarebbe cresciuto del 18%. I ricavi sono invece saliti a 26,3 miliardi di euro, grazie soprattutto al contributo del settore assicurativo e del risparmio gestito. Salgono infine le masse gestite, che sfondano i 500 miliardi di euro.

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