Continua il pressing degli Stati Uniti sulla cinese Huawei, il colosso delle telecomunicazioni boicottato dagli Stati Uniti di Donald Trump perché sospettato di spiare il resto del mondo per conto di Pechino e la cui direttrice finanziaria (nonché figlia del fondatore) è stata arrestata in Canada il primo dicembre scorso su richiesta degli Usa. Stando a Bloomberg Businessweek una terza inchiesta è stata aperta sul gruppo. Nell’ambito dell’indagine, l’Fbi avrebbe effettuato a gennaio un controllo a sorpresa in un laboratorio di Huawei a San Diego (California) e avrebbe organizzato una operazione sotto copertura al Consumer Electronic Show (Ces) 2019, la fiera dell’elettronica di Las Vegas (Nevada).

Anche questa inchiesta sembra concentrarsi su segreti commerciali. In questo caso, Akhan Semiconductor, produttore di componenti per l’elettronica, avrebbe aiutato l’Fbi per capire se Huawei ha cercato di rubarne la tecnologia legata agli schermi per smartphone, che sostiene siano anti-graffio e praticamente indistruttibili. Il prodotto, chiamato Miraj, è composto di uno strato di diamanti artificiali che potrebbe avere implicazioni per il settore della difesa.

Il tutto mentre emergono anche i primi dettagli dello smartphone 5G pieghevole che Huawei presenterà al Mobile World Congress 2019 di Barcellona. Il device sarà spinto dal processore Hisilicon Kirin 980, lo stesso che alimenta Huawei Mate 20, e sarà dotate del modem Balong 5000, considerato dalla multinazionale cinese il più performante modem 5G al mondo. Dalla sua c’è infatti la velocità fino a 6,5 Gbps. Punto di forza e di distinzione è anche il supporto all’architettura non standalone insieme alle reti 3G, 4G e 5G. Da confermare le indiscrezione sulla presenza di pannelli Oled flessibili da 5 pollici, ma in grado di raggiungere le dimensioni di 8 pollici una volta aperto, realizzati dal produttore di display cinese Boe.

E che da queste parte l’innovazione sia di casa è dimostrato dallo sviluppo di Honor View 20, già noto come lo smartphone con display forato. La multinazionale cinese ha presentato il device a Parigi, ma i motivi di interesse vanno al di là della presenza di uno schermo bucato in alto a sinistra per ospitare la fotocamera anteriore. Siamo infatti davanti al primo terminale che utilizza la nanolitografia per creare una nano texture. Display da 6,4 pollici con risoluzione pari a 2.310 × 1.080, con una densità di pixel per pollice pari a 390 ppi, lo smartphone è quasi un edge-to-edge, tenendo conto che il pannello frontale occupa il 91,8% della superficie poiché integrare la fotocamera frontale nello schermo e dunque eliminando quel notch che sembra andare per la maggiore tra gli altri produttori.

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