Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta preparando un’indagine Antitrust contro Google, già oggetto di sanzioni in Europa per pratiche anti-concorrenziali. Lo rivela il Wall Street Journal. La divisione Antitrust si sta preparando a esaminare da vicino le pratiche commerciali di Google per quanto riguarda il suo motore di ricerca e altre attività, secondo le forti citazioni anonime citate dal quotidiano.

Negli anni scorsi la Federal Trade Commission ha effettuato numerose verifiche sul dominio di Google nel settore delle ricerche online e della pubblicità, ma recentemente dal Congresso sono arrivate di recente hanno chiesto di aprire nuove indagini. Google, che è stata spesso attaccata dal presidente Usa, Donald Trump, ha con Facebook una larga fetta del mercato della pubblicità online e il suo sistema mobile Android alimenta la maggior parte degli smartphone del mondo.

Maxi multa contro Google in Francia

Solo pochi mesi fa la Cnil, l’autorità nazionale francese per la protezione dei dati, ha annunciato ieri una sanzione di 50 milioni di euro nei confronti del colosso Usa. Google viene accusato di aver violato alcuni obblighi nel quadro del regolamento Ue per la protezione dei dati personali. Ricorsi contro Google erano stati depositati dalle associazioni None Of Your Business (NOYB) e la Quadrature du Net.

Non si tratta della prima volta che la multinazionale di Mountain View finisce nel mirino delle istituzioni comunitarie. Viene in mente l’accusa della Commissione europea, secondo cui Google obbligherebbe i produttori di telefonini che installano il sistema Android a scaricare anche i suoi programmi. L’esecutivo contesta a Google di aver imposto ai produttori di telefoni con il sistema operativo Android di preinstallare un pacchetto di applicazioni imponendole di fatto come esclusive.

Chi compra uno smartphone equipaggiato con Android trova come motore di ricerca Google Search e come browser Chrome. Per aggiornare le app o scaricarne di nuove deve usare Play Store. Possibile che la prossima versione di Android venga ripulita dalle app di sistema direttamente legate a Google e abbia solo programmi proposti dai produttori.

Google ci ha sempre visto lungo: non solo ha capito già agli albori di Internet che le ricerche sarebbero diventate cruciali per acquisire potere sugli utenti, ma a metà anni 2000 ha realizzato per prima che l’attenzione si stava spostando dai PC fissi ai telefoni mobile, e quindi ha messo a punto una strategia, che passava per l’acquisizione di Android, per affermare il suo dominio anche lì. Ma il piano le è costato caro: 4,3 miliardi di euro per un nuovo abuso di posizione dominante, dopo quello già sanzionato l’anno scorso, sempre dall’antitrust europeo, con una multa già record allora da 2,3 miliardi.

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