Oggi stop alle consegne e un presidi sotto la sede Amazon in Lombardia. È l’iniziativa sindacale di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Portavoce della protesta, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, secondo cui il ritorno allo sciopero nella filiera di Amazon è necessario per denunciare i carichi di lavoro a cui sarebbero sottoposti i driver che tutti i giorni consegnano i pacchi nelle case dei consumatori digitali. A suo dire i driver sono le uniche facce che chi acquista incontra del complesso sistema di distribuzione delle merci del colosso mondiale, diventano in definitiva la faccia con la quale Amazon entra in contatto con i propri clienti.

Ma oggi, tuona il sindacalista, verrebbero sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, un numero di pacchi consegnati che arriverebbe anche al doppio di quelli che mediamente consegna un driver. Un sovraccarico che, sostengono i lavoratori, metterebbe a rischio la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio offerto. A giudizio dei sindacati, le aziende in appalto per accaparrarsi qualche rotta in più spremerebbero i dipendenti per consegnare tutto ciò che gli è stato assegnato anche quando il furgone è colmo di pacchi. E poi non si prenderebbero in considerazione le condizioni meteo, la lunghezza dei tragitti, il traffico. L’importante è consegnare tutto e velocemente.

Durante il periodo di novembre e dicembre il numero dei dipendenti assunti per le consegne dalle aziende in appalto ad Amazon è triplicato ma erano tutte assunzioni a tempo determinato. Dopo il picco natalizio – spiega ancora il sindacato – decine di lavoratori e lavoratrici sarebbero rimasti a casa. Tuttavia le quote di mercato conquistate da Amazon aumentano ma a questo incremento non sarebbe seguito un efficiente incremento del personale. Al contrario ci sarebbe stato un ancora troppo diffuso utilizzo di partite Iva con un unico committente. Sembrerebbe – aggiungono i rappresentanti dei driver – che Amazon faccia finta di non guardare alla sua crescita e vivrebbe alla giornata. A

A questo si aggiunga che ad ottobre 2018 era stato raggiunto un accordo che uniformava il trattamento retributivo dei driver in tutta Italia. Ma affinché l’accordo possa essere rispettato è prevista l’installazione di timbratrici che non si sono ancora mai viste. E gli straordinari? Quelli sarebbero un miraggio.

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