Sono giorni turbolenti per commercialisti e professionisti del settore alle prese con lo Spesometro 2017 ovvero con la comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre 2017. La prima novità da segnalare è la conferma da parte delle stesse Entrate della proroga dei tempi di scadenza delle operazioni fiscali dal 16 al 28 settembre 2017. Tuttavia, per completezza di informazioni, rileviamo come il Tesoro abbia anticipato il contenuto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che metterà nero su bianco lo slittamento dei tempi, ma la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale non è ancora arrivata. Il punto è adesso rappresentato dai problemi, troppi, riscontrati con l’utilizzo del software per la compilazione della comunicazione dati fatture.

Problemi principali con lo Spesometro 2017

Troppe criticità sono state rilevate nell’adempimento degli obblighi fiscali dello Spesometro. Una causa di rifiuto è rappresentata dalla duplicazione del nome del file. Se è già stata trasmesso un file e si prova a re-inviare la comunicazione, viene infatti segnalato che si tratta di un nome di file duplicato – il codice errore è 00002 -, suggerendo di cambiare nome al file. Non è il solo, perché un caso di scarto è costituito dalla mancata indicazione del codice relativo alla natura dell’operazione o, per le fatture ricevute, dalla presenza del codice N6, relativo agli acquisti in reverse charge, e, contemporaneamente, dalla valorizzazione a zero del campo aliquota.

E non si tratta dei soli problemi con lo Spesometro 2017 che commercialisti e professionisti del settore hanno individuato e segnalato all’Agenzia delle entrate. Se la data della fattura emessa è incompatibile con il periodo di riferimento della comunicazione dei dati, quest’ultima è acquisita ma sarà fatta una segnalazione nella ricevuta di presa in carico del file: quindi non si configura come una circostanza di scarto del file. E a chiudere il cerchio delle anomalie, sono soggette a segnalazione, ma non determinano lo scarto, le situazioni in cui sono trasmessi i dati di fatture con controparti la cui partita Iva risulta cessata in Anagrafe tributaria. Sono invece rifiutati i file che riportano dati di soggetti la cui partita Iva non risulta valida.

Chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Da parte sua, l’Agenzia delle entrate non è entrata nel merito dei problemi con il software per la compilazione della comunicazione dati fatture, ma ha formalmente precisato che la proroga dello Spesometro 0217 vale anche per i soggetti che hanno aderito al regime opzionale per la trasmissione telematica dei dati delle fatture. Questo chiarimento – rende noto l’Agenzia di via XX Settembre, è in linea con quanto previsto dal provvedimento del direttore delle Entrate con cui sono uniformati, per il primo anno di applicazione, i termini per l’invio opzionale dei dati delle fatture con quelli per la Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

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