Il grande passo è stato compiuto: Bitcoin è sbarcato in Borsa. E con grande successo. I contratti hanno chiuso con prezzi in rialzo del 20%: raggiunto un valore di 18mila dollari. Svolta o bolla? Solo il tempo potrà dirlo. Stiamo parlando di una moneta digitale creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che sviluppò un’idea da lui stesso presentata su Internet a fine 2008. La moneta è generata e distribuita da una rete decentralizzata: non esiste una banca centrale o un’autorità centrale che stampa moneta. Il valore di un Bitcoin (ce ne sono 17 milioni in circolazione e il tetto massimo è di 21 milioni) dipende solo dalla legge della domanda e dell’offerta con un database traccia le transazioni. Sono infatti registrate sulla Blockchain.

Bitcoin in Borsa, ma anche i primi problemi

Il Bitcoin cresce e sbarca su un mercato ufficiale: a Chicago è stato scambiato il primo contratto a termine ed è subito un successo. Nei primi sei minuti di scambi domenica pomeriggio la criptomoneta ha segnato +11% da 15mila dollari in apertura a 16.660, con 1.000 contratti passati di mano nelle prime tre ore. La corsa è continuata e a Londra in mattinata era a 17.500 dollari e poi 18.800. Il lancio del future (contratto a termine) da parte di Cboe Global Markets è il primo riconoscimento ufficiale al Bitcoin. Non sono mancati problemi: gli scambi sono stati sospesi due minuti domenica per eccessiva volatilità e il sito del Cboe ha avuto difficoltà a sostenere il traffico.

«A causa del forte traffico sul nostro sito, i visitatori possono incontrare rallentamenti e non avere accesso temporaneamente. Tutti i sistemi di scambi funzionano però normalmente» è stato costretto a dichiarare il Cboe. Il successo non stempera perplessità e scetticismo per una criptovaluta non regolamentata e dal passato complicato. È ancora vivo infatti il ricordo di Mt. Gox, una volta maggiore piattaforma fallita nel 2014 dopo un furto per 470 milioni di dollari. «Non è una valuta ma un prodotto speculativo» riassume Ewald Nowotny, governatore della Banca centrale austriaca e componente della Bce. I sostenitori del Bitcoin replicano che la criptovaluta è stata l’asset finanziario con la migliore perfomance nel 2017: +1.500%.

A questo si aggiunge il maggiore impegno delle piattaforme di scambio alla lotta al riciclaggio: i cinque mercati che lavorano con il Cboe e che si apprestano a lavorare al future del colosso dei derivati Cme, si sono impegnati a contrastare il riciclaggio con standard definiti. «Le piattaforme che non lo hanno fatto, per loro incompetenza, sono sparite», afferma Nejc Kodric, numero uno di Bitstamp. Iniziative sono state prese anche sul fronte manipolazione. L’indice dietro ai future del Cme è basato su scommesse su un periodo di un’ora, con quelle anomale tagliate automaticamente fuori. «Il nostro approccio è iniziare con quote piccole e scambi limitati e vedere come va, insomma essere cauti. Ritengo che sia la strada scelta da molti» dichiara Garrett See, trader di criptovalute a Chicago.

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