WhatsApp ha smesso di funzionare. Milioni di utenti dell’applicazione di messaggistica istantanea sono rimasti al buio a partire dalle 22.30 (ora italiana) della serata di ieri. Il servizio ha ripreso a funzionare mezzora dopo la mezzanotte. Si tratta di uno dei blocchi più lunghi della storia della app. Ma chi l’ha detto che si tratta dell’unica soluzione per comunicare i tempo reale con i propri contatti e in maniera naturalmente gratuita ovvero senza alcun costo per il download dell’app e per il suo utilizzo? Telegram e Snapchat sono per ragioni diverse le più popolari, ma non sono le uniche alternative a WhatsApp.

Telegram. È la WhatsApp segreta, basata sul cloud. Molto simile al più noto servizio di messaggistica, Telegram permette di creare delle stanze segrete per comunicazioni anonime. Il sistema di crittografia dei messaggi è molto forte e fino a ora è il servizio più sicuro dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo è utilizzato da quelle persone che hanno necessità di scambi sicuri di informazioni. Crittografia sicura dei messaggi molto complessa che ne garantisce la sicurezza. Oltre alle stanze segrete, Telegram offre anche la possibilità di inviare messaggi a tempo, che spariscono dal server dopo un po’. Possibilità di disattivare tutte le notifiche. I messaggi non vengono salvati su server.

Snapchat. L’applicazione che in passato stava per essere acquistata da Facebook è molto popolare tra i giovani, che la usano per condividere immagini e video che si autodistruggono dopo pochi secondi. Non è obbligatorio associare il proprio numero di telefono, ma è la via più rapida per mettersi in contatto con i propri amici. Se viene fatto uno screenshot del messaggio postato, si vede una notifica. Non è vero che i messaggi non possono essere recuperati, ma esiste un modo per farlo abbastanza facilmente, mediante l’app che si chiama Snap Grab.

Whisper. Una via di mezzo tra chat e social network. Associa un testo ad un’immagine. C’è stata una polemica tra Whisper e il Guardian che aveva denunciato la tracciabilità degli utenti e la conservazione dei dati su server da parte di Whisper. Il Guardian è stato costretto a una rettifica, specificando che la tracciabilità dell’IP è vaga e che fuori dagli Stati Uniti non vengono conservati dati.

Truth. È una chat con stanze anonime e inviti. Si può chattare inserendo solamente un nickname. L’anonimato si perde un po’ quando ci si iscrive, anche con le credenziali Facebook. L’iscrizione permette di memorizzare le proprie preferenze, invitare alle chat private e accedere alle stanze segrete.

Cryptocat. Estensione del browser, una multichat con la possibilità di chattare privatamente. Molto simile alle vecchie chat di una volta. Controllo tramite fingerprint ovvero una stringa criptata delle credenziali dei contatti.

Threema. Si tratta di un’applicazione a pagamento pensata proprio per la sicurezza. Il collegamento all’email o al telefono è facoltativo, con ID indipendente da entrambi i dati. Unica nel suo genere, permette di bloccare l’accesso all’applicazione tramite un Pin e anche di nascondere quel che si sta scrivendo. C’è anche la possibilità di bloccare utenti sconosciuti.

Firechat. Crea reti ad hoc collegando utenti che si trovano vicini tra loro in posti dove manca la connessione a Internet. Crea una rete anonima che collega gli utenti che si trovano vicini e che non hanno bisogno di registrazione.

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