La novità è che nessuno può dirsi al sicuro da questo nuovo virus che sfrutta le falle nella connessione Wi-Fi. Ci sono i PC equipaggiati con Windows 10 (e versioni precedenti), ma anche i Mac di Apple, colpisce iPhone e iPad, ma anche smartphone e tablet Android e perfino i device basati su Linux. Ce n’è insomma abbastanza per dire che sono milioni gli utenti nel mondo i cui dati potrebbero essere a rischio a causa di alcune falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Stiamo parlando del collegamento a Internet senza fili, utilizzato a casa come in ufficio e nei luoghi pubblici, quali centri commerciali, bar, ristoranti o aeroporti.

Nel Wpa2, ovvero l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi che dovrebbe garantire segretezza, sono infatti state trovate pericolose vulnerabilità. La scoperta si deve a due ricercatori di un’università belga, secondo cui questo tallone d’Achille, all’apparenza non ancora sfruttato dai cybercriminali, potrebbe essere usato per rubare informazioni sensibili come numeri di carte di credito, password, messaggi di chat, email e foto. Il problema si chiama Krack (sigla che sta per Key reinstallation attacks) e non riguarda prodotti specifici, ma lo standard Wi-Fi. Ciò significa che qualsiasi computer, smartphone e router è a rischio, perché ogni dispositivo prodotto dal 2006 in poi supporta il Wpa2, che è l’algoritmo più consigliato e finora ritenuto sicuro.

Secondo il ricercatore Mathy Vanhoef, se il dispositivo supporta il Wi-Fi, molto probabilmente è vulnerabile. In pericolo ci sono appunto sia i dispositivi con sistema operativo Windows di Microsoft sia gli iPhone e i computer Mac di Apple, e soprattutto i dispositivi Android e Linux, su cui Krack Attack è considerato “eccezionalmente devastante”. In un quadro allarmante ci sono tuttavia tre notizie rassicuranti:

  • l’hacker deve essere nel raggio d’azione molto circoscritto;
  • al momento non ci sono prove che la vulnerabilità sia stata sfruttata da cybercriminali;
  • le aziende stanno già sviluppando aggiornamenti di sicurezza per le vulnerabilità.
  • Così Google protegge dai siti malevoli

    In questo contesto, il servizio Safe Browsing di Google pensato per proteggerci, mentre navighiamo, dalle più comuni minacce che potremmo incontrare in Rete, viene utilizzato da tre miliardi di dispositivi tra computer e smartphone. Lanciato nel 2007, Safe Browsing aveva raggiunto i due miliardi di utenti nel maggio dello scorso anno e in poco più di un anno alla vasta base di utilizzatori si è aggiunto un altro miliardo di persone. Safe Browsing significa letteralmente “usare il browser in modo sicuro”. Quello che fa Google attraverso questo sistema è avvisarci con un messaggio nel momento in cui proviamo a collegarci a siti potenzialmente pericolosi, come quelli che installano software dannosi sul PC a nostra insaputa.

    Safe Browsing interviene anche nel momento in cui incappiamo in siti fasulli che si spacciano per il portale della nostra banca o di un ufficio postale.Inoltre protegge chi sfrutta Gmail come casella di posta e utilizza uno smartphone Android, ma è compatibile con Safari di Apple, Firefox di Mozilla e può verificare la sicurezza dei link diffusi tramite Snapchat.

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