Quando il Ceo di Hauwei, Richard Yu, spiega che l’intenzione della multinazionale cinese sia di concentrarsi esclusivamente sugli smartphone di fascia alta e media, abbandonando la poco redditizia fascia bassa, si inquadra perfettamente la filosofia che ha ispirato la realizzazione di Huawei Mate 10. E per piazzarsi nel segmento top del mercato, non basta innalzare il prezzo (servono 849 euro per il nuovo device), ma anche un livello di innovazione tale da spingere gli utenti all’acquisto. E nel caso del Mate 10 passano dall’intelligenza artificiale e dalla possibilità di navigare su rete cellulare fino a 1,2 Gbps ovvero meglio di chiunque altro, meglio di una fibra ottica domestica.

Senza nascondersi dietro falsa modestia, Richard Yu accosta Huawei Mate 10 a iPhone X e Samsung Galaxy S8 ovvero le ultime produzioni delle aziende rivali. E lo fa equipaggiando il device con un display da 5,9 pollici con formato 16:9 e HDR (6 pollici e schermo 18:9 Oled nel caso di Huawei Mate 10 Pro, l’altra variante realizzata insieme a Huawei Mate 10 Porsche Design), con un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, ritenuto più funzionale rispetto al riconoscimento facciale, con una batteria più durevole e con un combinato tra processore, intelligenza artificiale e dual camera Leica posteriore che promette grandi cose.

In buona sostanza, il processore è adesso capace di capire cosa stiamo inquadrando tra un viso, un panorama, un piatto di spaghetti o un amico a quattro zampe, per esaltarne i tratti. E siccome il cellulare serve innanzitutto per chiamare, Huawei Mate 10 riconosce la voce ed esclude il rumore di fondo. Due particolarità meritano di essere segnalate: la funzione con cui dividere lo schermo in due con due applicazioni attive in contemporanea e l’opportunità di collegarsi al PC con un cavo così da trasformare il device in un touchpad o una tastiera. Il prezzo di acquisto è di prima fascia. In Italia saranno acquistabili solo le varie release di Huawei Mate 10 Pro, dal 15 novembre, con 6 GB di RAM e 128 GB di storage a 849 euro e la versione speciale Porsche Design a 1.395 euro.

Huawei, terzo polo dopo Samsung e Apple

Huawei nasce a Shenzhen, in Cina, 30 anni fa esatti. All’inizio produce infrastrutture per le telecomunicazioni, poi modem, router 3G e quindi smartphone con il proprio marchio. Oggi si articola in tre divisioni, considerando anche i servizi alle aziende, con un fatturato complessivo nel 2016 di 75,1 miliardi di dollari, di cui 25,9 miliardi solo dal segmento della telefonia mobile. Lo scorso anno ha venduto 139 milioni di smartphone e nel mondiale figura al terzo posto alle spalle di Samsung e Apple.

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