Per rassicurare i suoi utenti, Google ha annunciato che non scandaglierà più le mail scambiate su Gmail a fini pubblicitari. La speranza è quella di attirare così gli utenti business, che in realtà non erano mai stati toccati dalla pratica che si limitava agli utenti privati, rassicurandoli sulla confidenzialità della loro posta. La scansione delle email, per entrambe le tipologie di utenti, proseguirà invece per la sicurezza, per identificare spam, phishing e hackeraggi. Ma a Mountain View il clima non è comunque sereno. La Commissione europea ha infatti annunciato la sanzione di quasi due miliardi e mezzo di euro per violazioni delle regole antitrust.

L’accusa è di quella da far tremare i polsi: manipolazione delle ricerche online a favore dei suoi servizi. Il commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager ha puntato l’indice contro la multinazionale di Mountain View guidata da Sundar Pichai per abuso di posizione dominante. Nel mirino c’è il servizio Google shopping. Secondo Bruxelles, nel visualizzare i risultati, Google favorisce i suoi danneggiando la concorrenza.

Algoritmi contro le bufale sul web

In questo contesto sembra proprio che l’unico modo per combattere efficacemente le tante notizie false che circolano in Rete sia quello di allearsi con gli algoritmi, che sono ovviamente molto più veloci di noi quando si tratta di scovare una bufala tra i miliardi di dati che circolano online. Molti informatici, quindi, vengono reclutati allo scopo di creare programmi abbastanza intelligenti da riconoscere le caratteristiche delle bugie che si diffondono in Rete. Questo è ad esempio il caso di Andreas Vlachos, esperto nel campo dell’apprendimento automatico delle macchine. Il giovane esperto lavora per una startup inglese che si chiama Factmata, che presto dovrebbe mettere a punto un sistema adatto proprio a marchiare le bufale come notizie non affidabili.

Nel frattempo, Vlachos si sta anche occupando di una gara, che vede specialisti programmatori provenienti da ogni parte del mondo, impegnati a trovare i metodi migliori per sfruttare l’intelligenza artificiale nella lotta alle ormai famigerate fake news. Secondo quanto riportato dal quotidiano New York Times, il tema è particolarmente caldo, in questo periodo, perché si avvicinano (o sono già passati) alcuni momenti importanti per la politica europea (come le elezioni in Francia, Gran Bretagna e Germania). Come insegnano le ultime presidenziali degli Stati Uniti, è proprio in concomitanza con la stagione elettorale di un qualsiasi Paese, che i creatori di notizie false danno il peggio di sé, influenzando in modo subdolo l’opinione pubblica.

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