C’è una sentenza da cui non si scappa: non si possono postare sui social network le foto dei propri figli minorenni se l’altro genitore non è d’accordo. Prima di pubblicare l’immagine dei piccoli in vacanza, un primo piano ben riuscito o semplice un momento della vita quotidiana, occorre verificare se anche la mamma (o il papà) sia dello stesso parere. Non solo, ma le foto che sono già state messe sulla piazza di Internet, Facebook e Instagram inclusi, vanno subito rimosse. Lo ha stabilito il Tribunale di Mantova con una sentenza riguardante il caso di due coniugi separati in cui il padre aveva richiesto la revisione dell’accordo sull’affido dei bambini e la loro residenza con la madre.

Le immagini già postate vanno cancellate

La sentenza è destinata a far discutere, ma soprattutto a mettere in discussione tutto quanto è stato postato sui social media. Mette infatti nero su bianco che si può chiedere e ottenere dal giudice di inibire la pubblicazione delle immagini dei propri figli e far rimuovere quelle già diffuse. Il caso era sorto dopo il ricorso presentato dal papà di due bambini – uno di tre anni e mezzo e un altro di un anno e mezzo – contro i “comportamenti diseducativi della madre”. Il giudice ha rilevato che, nonostante nell’accordo sull’affido condiviso dei figli fosse stato stabilito l’obbligo di non postare le foto dei bimbi sui social e la donna si fosse impegnata a rimuovere quelle già diffuse, in realtà numerose immagini erano state pubblicate.

Da qui l’ordine alla madre di non aggiungere in Rete altre foto dei figli e rimuovere tutte quelle già presenti, richiamandosi anche all’articolo 10 del codice civile sulla tutela dell’immagine, secondo cui “qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.

Il tutto ricordando che Facebook mette a disposizione una vasta gamma di opzioni proprio per proteggere la privacy, tutte raccolte in un’unica schermata che possiamo trovare all’interno delle Impostazioni. Per accedere agli strumenti relativi alla privacy di Facebook occorre fare clic sulla punta di freccia che si trova in alto a destra. La prima cosa da fare è regolamentare i tag, le etichette che indicano, ad esempio, l’aggiunta del nostro nome a una foto senza il nostro consenso diretto. Se qualcuno cerca il nostro nome con Google, la ricerca rimanderà al profilo Facebook. Per evitarlo, alla voce Chi può cercarmi? togliere la spunta relativa ai motori di ricerca.

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