Per Facebook, Instagram, WhatsApp e Messanger problemi in tutto il mondo. Gli utenti si sono riversati su Twitter per raccontare l’impossibilità di utilizzarli. Nel gergo dei social, il problema viene definito down. Da Facebook hanno smentito si tratti di un attacco informatico.

Smentito un attacco informatico

Se il social network va in blackout la rivolta è globale. In Italia, Stati Uniti, Brasile, Messico, Gran Bretagna, Danimarca, Spagna e Turchia ieri non hanno funzionato Instagram e Facebook. O perlomeno il loro servizio è stato notevolmente rallentato. Gli utenti dei due social network hanno riscontrato diversi problemi, sia da desktop sia da mobile. Alcuni sono riusciti a navigare ma non a interagire mentre altri sono stati sbalzati fuori dalle piattaforme, senza possibilità di effettuare nuovamente il login. Per una parte degli utenti i social sono stati accessibili ma senza interazioni e la pubblicazione di contenuti. E, come al solito, gli orfani di Zuckerberg si sono riversati numerosi su Twitter, lamentandosi del tracollo delle piattaforme social più usate.

In serata Facebook ha escluso che il malfunzionamento su Facebook e Instagram sia dovuto a un attacco informatico ai suoi danni. In un tweet, la compagnia spiega di essere concentrata a lavorare alla risoluzione del problema, e aggiunge di poter confermare che il problema non è collegato a un attacco DDoS cioè un attacco denial-of-service distribuito in cui numerose fonti prendono di mira un sito, inondandolo di richieste in modo da esaurirne le risorse informatiche e renderlo indisponibile agli utenti. Centinaia di segnalazioni hanno riguardato anche le chat Messenger e WhatsApp, anch’esse di proprietà di Facebook. Staranno iniziando i lavori strutturali annunciati da Zuckerberg per rendere più sicure le piattaforme?

Intanto il Codacons annuncia una formale richiesta alla società di Menlo Park. Utenti e imprese che hanno subito un danno materiale a causa dei disservizi registrati ieri sulle piattaforme Facebook e Instagram «dovranno essere risarciti». Questo perché «in Italia un numero sempre crescente di cittadini e attività utilizza i social network a scopo lavorativo, ed è evidente che un blackout nei servizi offerti da Facebook e Instagram ha potuto arrecare un danno, specie sul fronte professionale, per una moltitudine di soggetti – spiega ancora il Codacons -. Per tale motivo abbiamo deciso di scrivere a Facebook chiedendo di prevedere forme di indennizzo per tutti quegli utenti che, a causa dei disservizi odierni, abbiano subito danni materiali. Utenti che possono rivolgersi all’associazione per segnalare il proprio caso e valutare eventuali iniziative da intraprendere».

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