Sono i numeri aggiornati dei detenuti presenti nelle carceri italiane a dicembre 2016, pubblicati online dal Ministero della Giustizia, a dimostrare come le questioni di amnistia e indulto, ancora congelate in sede di commissione Giustizia al Senato, siano tra le soluzioni da prendere in considerazione. Stando a quanto rivelato, i detenuti sono 50.254, distribuiti in 192 istituti penitenziari. Ebbene in oltre la metà delle regioni (13 su 20) il numero dei carcerati eccede la capienza regolamentare. Succede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia, Umbria, Veneto.

Ma cosa sarebbe potuto cambiare dal punto di vista dei temi di amnistia e indulto nel caso di vittoria al referendum. Di fatto non cambia nulla e dunque, come recita l’articolo 79 della Costituzione, “l’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale“. Se avesse vinto il sì, la disposizione sarebbe cambiata in questo modo: “L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera dei deputati, in ogni suo articolo e nella votazione finale“.

A ogni modo, in merito ai detenuti presenti nelle carceri italiane e in ottica amnistia e indulto, si fa presente che i posti sono calcolati sulla base del criterio di 9 metri quadrati per singolo detenuto più 5 metri quadrati per gli altri, lo stesso per cui in Italia viene concessa l’abitabilità alle abitazioni, più favorevole rispetto ai 6 metri quadrati più 4 stabiliti dal Cpt (Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti) più servizi sanitari. Il dato sulla capienza, elaborati dalla Sezione Statistica del Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato statistica ed automazione di supporto dipartimentale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, non tiene conto di eventuali situazioni transitorie che comportano scostamenti temporanei dal valore indicato.

Ammonta poi a 20.333 il numero complessivo di usciti dagli istituti penitenziari per adulti ai sensi della legge 199 del 2010 e successive modifiche ovvero quella che disciplina l’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive, dalla sua entrata in vigore. Il dato non include i casi in cui il beneficio sia concesso dallo stato di libertà. Nel numero complessivo vengono conteggiati gli usciti per i quali la pena risulta già scontata e i casi di revoca, ad esempio per commissione di reati o irreperibilità. I dati relativi agli usciti, fa comunque notare il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, sono soggetti ad assestamento, per cui eventuali piccoli scostamenti nel tempo dai valori inizialmente forniti non devono essere considerati imprecisioni.

1 commento

  1. I detenuti attualmente sono 57.000 e no 50.000 . Diciamo le cose come stanno realmente. E inoltre ci sono oltre 45.000 ai domiciliari in isolamento totale dal reinserimento sociale. Non è questo il sistema adatto a rispettare la dignità umana. O sono animali o sono umani, questo bisogna chiarirlo a tutta l’ opinione pubblica che ormai è predisposta solo alla vendetta e non al perdono. Oggi si chiede pena esemplare ( vendetta) perché così si colma la sete di sangue che alberga in ogni uno. Si dice che non c’è certezza della pena, sbagliato perché il conto con la giustizia arriva per tutti e quando arriva è compreso pure di interessi. Ormai si va in un unica direzione, quella di togliere di mezzo il prossimo per occupare più spazio in tutti i campi. Tradotto( EGOISMO)…

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