Scatta l’affondo dell’Agcom contro Amazon a difesa delle norme sulle condizioni di lavoro. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ordinato alle società del gruppo di Bezos di regolarizzare entro 15 giorni la loro posizione avendo stabilito che alcune delle attività del colosso dell’ecommerce sono assimilabili a quelle postali. La richiesta si basa sul principio che le società che svolgono attività postale devono ottemperare a vari obblighi, tra cui l’essere in regola con le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive vigenti nel settore postale, oltre a essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente.

La mossa del Garante arriva dopo lo sciopero del 24 novembre al polo logistico Amazon di Piacenza. In particolare, secondo quanto rilevato da Agcom, «è attività postale il servizio di consegna che ha ad oggetto prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate da Amazon, nonché il servizio di recapito presso gli armadietti automatizzati svolto da società del gruppo Amazon». Per questo Agcom chiede ad Amazon di regolarizzare la posizione con lo Stato italiano ma soprattutto con i suoi lavoratori, protagonisti di scioperi e proteste per orari di lavoro e contratti senza prospettive.

Il possesso del titolo comporta, per le società che svolgono attività postale, il rispetto di vari obblighi, tra i quali l’essere in regola con le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale. Oltre all’essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente impiegato e l’adozione della carta dei servizi nei confronti degli utenti. Il termine per l’ottemperanza alla diffida dell’Autorità è stato fissato in quindici giorni dalla ricezione dell’atto.

Nuova tassa sull’ecommerce

Web tax, si cambia. Approvata pochi giorni fa in Senato, la tassa che punta a colpire i giganti del mondo online sarà riscritta: si punta ad anticiparla a gennaio 2018 e a estenderla all’ecommerce ma abbassando l’imposta dal 6% al 1-2%. La proposta è di Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio e relatore della manovra, e ha incassato la disponibilità del governo. Per le votazioni alle prime modifiche occorre aspettare qualche giorno: oggi scadono gli emendamenti in commissione e solo a metà della prossima settimana i lavori entreranno nel vivo.

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