Le compagnie di telecomunicazione hanno inventato i mesi più brevi. Così il costo annuale per i clienti sale dell’8,6% sia in riferimento alle tariffe per cellulari e sia ai canali satellitari, sia sulle sulle linee fisse e sia sul mobile. A marzo è scattato l’ordine dell’Agcom di tornare alla fatturazione su base mensile per evitare confusione tra i clienti, ma le compagnie telefoniche lo ignorano. La ragione? La multa massima che l’Autorità delle comunicazioni può infliggere alle compagnie è pari a 2,5 milioni di euro non spaventa. Si tratta di una inezia rispetto ai loro fatturati. E a quanto pare nessuno è escluso tra Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, Fastweb e Sky. Più esattamente, questa è la situazione attuale:

  • Tim. Fattura a 28 giorni sulle linee fisse con bollette a 56 giorni.
  • Vodafone. Anche per le sue offerte nel fisso il mese è lungo 28 giorni.
  • Wind e 3 Italia. I due operatori hanno i 28 giorni nel fisso, ma nel mobile tornano ai 30.
  • Fastweb. Da maggio fattura le offerte fisse a quattro settimane.
  • Sky. Introduce i 28 giorni però in cambio rende gratuiti alcuni servizi.

Bollette a 28 giorni: come fare ricorso

Il passaggio dalle bollette a 28 giorni e non più su base mensile, significa molto semplicemente che alla fine dell’anno i clienti pagheranno una mensilità in più. Per opporsi contro questa decisione unilaterale (ma non sono inclusi i cambiamenti nelle tariffe per cellulari ovvero nel mobile) è possibile attivare la procedura di autotutela davanti al Corecom ovvero le strutture regionali di conciliazione. Per farlo occorre collegarsi con il sito dell’Agcom e compilare il Formulario UG. Stando a quanto spiegato dall’avvocatessa Valeria Graziussi, raggiunta dalla Stampa, in 8 casi su 10 vince il cliente. La novità è rappresentata dall’interessante del Codacons. L’associazione a tutela dei diritti dei consumatori fornisce assistenza e mette a disposizione sul suo sito un formulario precompilato. Di più: ha intenzione di avviare una class action contestando la violazione dell’articolo 650 del codice penale, che punisce il mancato seguito ai provvedimenti dell’Agcom.

Non solo bollette telefoniche, nuove offerte Sky più care

Ricordando come i clienti che decideranno di non rinnovare il proprio abbonamento potranno esercitare il diritto al recesso, senza pagamenti di penali se lo fanno entro il 30 settembre, anche Sky è passata alla fatturazione ogni 28 giorni. Senza dubbio si tratta di una scelta coraggiosa ma anche ben calcolata, tenendo conto che dal prossimo e per tre anni ha fatto suoi i diritti per la gestione delle immagini della Champions League.

A spiegare le ragioni alla base di questa decisione ci ha pensato la stessa Sky con una ben nota lettera agli abbonati: “Gentile cliente, negli anni è cambiato il modo di guardare la TV e la nostra offerta, in linea con questa evoluzione, si è arricchita per rendere sempre migliore la tua esperienza di visione”. E ancora: “Per questo, per continuare a garantirti un servizio completo e sempre più innovativo in un contesto competitivo in forte evoluzione, a partire dal 1° ottobre l’importo del tuo abbonamento sarà calcolato e fatturato ogni quattro settimane e non più su base mensile, con conseguente incremento del costo dell’abbonamento pari all’8,6% su base annua”.

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