Il futuro appartiene al 5G. Anzi, è il presente che passa dall’evoluzione della rete che dal 2020 sarà adottata da tutti gli operatori europei di telefonia mobile. C’è il porto di Bari che diventa uno dei primi scali smart in Italia e c’è Matera con l’esplorazione delle frontiere legate alla ricostruzione tridimensionale di siti e musei. A investire risorse e tempo nella tecnologia per reti mobili di quinta generazione ci sono Tim, già attiva a Torino e a San Marino, Fastweb e Huawei. Sull’area metropolitana di Milano è invece impegnata a Vodafone mentre a Prato e L’Aquila ci sta pensando Wind Tre-Open Fiber. E poi c’è Lucca, fianco a fianco con Barcellona e Bristol, dove sarà dato il via alla sperimentare delle possibilità offerte dal 5G.

Un milione di italiani non paga la bolletta del telefono: le conseguenze

C’è un dato che non sfugge all’attenzione pubblica: ammonta a circa un milione, cioè il 5% degli intestatari di un contratto di telefonia fissa o Adsl, il numero degli italiani che non pagano la bolletta. Lo stima della piattaforma web Facile.it si basa sulla valutazione di oltre 30.000 contratti telefonici analizzati nel corso del 2017. Se molti possono immaginare quali siano le conseguenze dirette di questo gesto, segnala il comparatore, quello che non tutti sanno è che smettendo di pagare la bolletta il moroso rischia di finire nella black list dell’operatore telefonico e, nel caso in cui volesse stipulare in futuro un nuovo contratto, la compagnia potrebbe rifiutarsi di farlo.

Oggi ogni azienda ha la propria lista nera, quindi una persona può risultare cattivo pagatore per una compagnia e non per l’altra. Alcuni provider possono però arrivare a negare il contratto anche qualora solo un componente del nucleo familiare sia stato segnalato in passato. Una situazione che potrebbe presto ancora diventare più complicata per chi non vuole far fronte ai costi telefonici, visto che a fine 2015 il Garante per la Privacy ha dato il suo benestare alla realizzazione di un database condiviso – il S.i.mo.i.tel. – nel quale possono essere iscritti tutti i clienti seriali che intenzionalmente non pagano bollette per un valore complessivo di 150 euro.

Se si è finiti un una black list, spiega il sito di comparazione, la soluzione è una sola: saldando le bollette arretrate, maggiorate dagli interessi, si può tornare nella white list. Al momento, le tempistiche variano da gestore a gestore e alcune compagnie potrebbero anche decidere di non voler più avere rapporti col cliente. Con S.i.mo.i.tel., invece, le regole cambieranno: i dati dei clienti segnalati saranno conservati per 36 mesi e, superato questo termine, verranno automaticamente cancellati. Coloro che invece regolarizzeranno la loro posizione prima, avranno diritto a essere eliminati dal registro entro 7 giorni lavorativi.

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