Sfuggenti, inafferrabili, i neutrini sono le particelle più misteriose e inseguite dai fisici di tutto il mondo. A renderle interessanti è la loro natura: onnipresenti, ogni istante attraversano a miliardi il nostro corpo e qualsiasi oggetto perché non interagiscono con la materia, ma potrebbero rivelarne molti segreti. Gli scienziati vogliono adesso verificare l’esistenza del più bizzarro dei neutrini, quello che al contempo è anche la sua antiparticella, previsto intorno al 1930 da Ettore Majorana. Una tonnellata di rivelatori sospesa dentro il frigorifero più freddo mai realizzato per contenere una quantità significativa di materia, a una temperatura pochissimo distante dallo zero assoluto.

Così il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, Fernando Ferroni, ha descritto l’esperimento Cuore (Cryogenic underground observatory for rare events), inaugurato nei Laboratori del Gran Sasso. Nato da una collaborazione tra università e centri di ricerca italiani e statunitensi, si basa sul metro cubo più freddo dell’universo. Superati i primi test, di due mesi, l’esperimento è pronto a funzionare per i prossimi cinque anni. Il suo obiettivo – ha spiegato il responsabile dell’esperimento, Oliviero Cremonesi – è risolvere un mistero che dura da 80 anni ossia se una particella possa essere uguale alla sua antiparticella, come posto da Ettore Majorana.

Questo per il neutrino potrebbe essere possibile e aprire quindi nuove prospettive su fenomeni che ancora non capiamo. Le risposte, ha detto Cremonesi, riguardano in particolare la simmetria cosmica tra materia e antimateria. Perché noi siamo fatti di materia, ma non vediamo il corrispettivo di antimateria. L’impiego di temperature estremamente ridotte è dovuto al fatto che questa tecnologia funziona come un calorimetro. Dall’energia che viene liberata, piccolissima, misuriamo l’innalzamento di temperatura e questo è possibile solo a temperature molto basse, 273,13 gradi sotto zero, ha precisato. Nel rivelatore c’è uno scudo protettivo realizzato grazie alla fusione di lingotti di piombo recuperati da una nave romana affondata oltre 2.000 anni fa.

Questo perché, ha concluso Cremonesi, appena uscito dalla metallurgia il piombo contiene un isotopo figlio della radioattività naturale che ha una vita media di 22 anni. Se uno aspetta un periodo lungo scompare da solo e con 2.000 anni possiamo essere certi che sia ampiamente passato.

Fisici del mondo riuniti a Pisa

Per tre giorni, da domani a venerdì, Pisa diventa la capitale della fisica con un grande convegno di scienziati di fama internazionale. Ma già oggi c’è un antipasto con l’evento che vede protagonista (alle 15 nell’aula 131 della sezione Infn) Eric Cornell, premio Nobel 2001 per la Fisica, che racconta i suoi recenti successi nella misura del momento di dipolo dell’elettrone. Altro evento speciale domani alle 22, alla Cittadella galileiana, con il direttore di Ego Federico Ferrini che racconta le ultime osservazioni gravitazionali dell’interferometro Virgo. Il programma scientifico al Polo Fibonacci prevede incontri sui gas atomici quantistici, le interazioni fondamentali e la cosmologia. Ma non mancano incursioni nell’arte come il gemellaggio con la mostra di Escher a Palazzo Blu.

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