Si chiama YouPol ed è un’app con cui interagire con la polizia permettendo l’invio, anche in maniera anonima, di segnalazioni riguardanti episodi di bullismo o di spaccio di droga. Grazie a YouPol, attiva a Roma, Milano e Catania e in tutti i capoluoghi di regione e da agosto in tutte le province italiane, è possibile inviare immagini e segnalazioni direttamente alle sale operative delle questure relative a episodi di bullismo e droga, sia di cui si è stati testimoni sia di cui si è appreso per altre vie. Scaricabile gratuitamente sia su iPhone e iPad e sia su smartphone e tablet Android, viene definita un’app a cui potete rivolgervi in caso di difficoltà, dal ministro dell’Interno Marco Minniti.

Il funzionamento è semplice, come argomentato dallo stesso numero uno del Viminale: basta lanciare il segnale e dire che c’è bisogno di un aiuto, anche in maniera anonima. Perché, ha aggiunto il ministro, “non c’è una società libera se in quella società prevale la violenza. Noi non abbiamo bisogno di ragazzi eroi, abbiamo bisogno di persone che pensino che facendo questo stiano facendo un qualcosa che fa bene al loro essere cittadini”. Con YouPol, ha rilanciato il capo della Polizia Franco Gabrielli, le forze dell’ordine non entrano nelle vite dei ragazzi né fanno una sorta di Grande Fratello. L’app non è uno strumento di delazione, “non abbiamo bisogno di avere spioni sul territorio”.

È una modalità di colloquio tra le forze di polizia e i cittadini, perché “abbiamo bisogno di cittadini sempre più consapevoli e che si facciano partecipi del sistema di sicurezza, a partire dai giovani”.

Boom di download: 10.000 in poche ore

Scopo di YouPol non è avere a disposizione uno strumento repressivo ma preventivo. A seconda della gravità della segnalazione e del livello della violenza saranno attivate iniziative specifiche. E in meno di 24 ore quasi diecimila utenti hanno scaricato YouPol. L’applicazione ha sostanzialmente tre funzioni: si possono inviare segnalazioni riguardanti episodi di bullismo e di spaccio di droga o effettuare una chiamata d’emergenza in caso di necessità. E proprio da Milano e Roma sono arrivate già le prime segnalazioni alle questure, con tanto di indicazioni di vie o zone specifiche per circoscrivere le indagini.

La maggior parte di quelle pervenute riguardano episodi di spaccio e situazioni legate alla droga, ma diverse sono relative anche ad azioni di bulli, avvenute però non all’interno di istituti scolastici. Le forze di polizia verificheranno ora l’attendibilità delle segnalazioni per approfondire le indagini e valutare se vi siano gli estremi per un’azione penale.

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