A dirlo è proprio Jay Freeman (saurik), il fondatore di Cydia: il jailbreak non serve più. Inutile attendere lo sblocco dell’aggiornamento iOS 10.3.2 (aspettando l’imminente iOS 10.3.3) o della prossima major release iOS 11. La ragione è molto semplice: la caccia ai migliori tweak di Cydia ha perso significato poiché la maggior parte delle soluzioni presenti nello store alternativo per iPhone e iPad sono ormai disponibili sull’App Store. E non è un caso che sia trascorso un anno esatto dall’ultimo jailbreak per iOS. A sostenere questa posizione nel corso di una recente intervista, sono stati anche i ben noti Nicholas Allegra e Michael Wang, secondo cui il passo indietro dell’italiano Luca Todesco, ora in Apple, sta influendo nell’individuazione delle falle per lo sblocco.

In buona sostanza, i trend sono chiari: le menti migliori sono assunte dalle grandi multinazionali (se non da Apple stesso), la scoperta di bug ed errori viene adesso venduta alle società di sicurezza per rimpinguare il conto in banca, la società di Cupertino ha innalzato il livello di protezione, in tempi incerti come questi, mantenere l’iPhone più al sicuro ovvero senza jailbreak, viene ritenuta una mossa indovinata. Va da sé che il jailbreak, anche dei prossimi iOS 10.3.2 e iOS 11, è un’operazione così ricercata per la possibilità di modificare l’interfaccia con temi personalizzati, aggiungere nuove suonerie, installare estensioni che permettono di effettuare operazioni non consentite e abilitare nuove funzioni che altrimenti sarebbero limitate ad alcuni dispositivi. La società di Cupertino abilita alcune feature solo sugli ultimi modelli così da incoraggiare le vendite.

Ma c’è poi una ragione pratica che spinge gli utenti a eseguire l’operazione di sblocco. Alcuni iPhone sono venduti bloccati sulla SIM di un solo operatore di telefonia così da inibire l’utilizzo in altri Paesi. Con il jailbreak è invece possibile usarli sembra e comunque e con qualsiasi opzione. Con un iPhone sbloccato è possibile installare applicazioni di terzi parti e non certificate ovvero app e giochi gratuiti anziché a pagamento. Quest’ultima, essendo basata su software crackati, è naturalmente un’operazione non consentita. C’è ovviamente il rovescia della medaglia. Sebbene il jailbreak sia un’operazione legale in sé, annulla la garanzia con Apple. E con un dispositivo sbloccato è naturalmente più semplice per i pirati informatici riuscire a intrufolarsi nel terminale per installare malware, sottrarre informazioni personali o controllare l’attività.

In ogni caso, è sempre possibile fare un passo indietro ovvero ripristinare il dispositivo eliminando il jailbreak e riportarlo allo stato di fabbrica. Sono due i jailbreak possibili: untethered o tethered. La differenza non è nel merito ma di forma. Con il primo è possibile riavviare il proprio iPhone e iPad senza alcun problema ovvero senza perdere gli effetti dello sblocco e dunque continuando a utilizzare Cydia. Con il jailbreak di tipo tethered è invece indispensabile il riavvio del terminale tramite Mac o PC per non tornare alla situazione originaria e per mettere al riparo da eventuali crash.

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