Questa ultima parte del 2017 ha porta con sé nuove regole per cambiare cambiare operatore telefonico o gestore della pay TV. In buona sostanza, l’operazione è diventata più facile, a tal punto che basta un semplice un click. Tutte le numerazioni sono portabili, ma può accadere che gli operatori rifiutino la richiesta di trasferimento dell’utente, ma eventuali morosità, insolvenze o ritardi nei pagamenti non ostacolano la portabilità, a meno che la disattivazione sia decretata dall’autorità giudiziaria. L’utente, il cui numero sia in attesa di trasferimento, ha diritto a essere risarcito di eventuali ritardi nell’attivazione. L’importo dell’indennizzo può variare da 2,50 a 5 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo superiore a due giorni lavorativi. Questi primi due giorni, una volta scattato il diritto all’indennizzo, andranno anch’essi computati.

Cambiare operatore basta un click

Il passaggio da un operatore telefonico all’altro è di immediata attuazione e la comunicazione del recesso si deve poter fare anche in via telematica. Le relative spese sono commisurate al valore del contratto stesso e ai costi sopportati dall’azienda per dismettere la linea o trasferire il servizio. Questi costi dovranno essere resi noti al consumatore sin dal momento della pubblicizzazione dell’offerta e non solo alla sottoscrizione del contratto. Previsto poi per l’operatore l’obbligo di comunicarli anche all’Agcom. Con la cessazione del rapporto contrattuale, l’utente conserva il diritto al riconoscimento del credito residuo, salva l’ordinaria prescrizione di dieci anni. L’importo sarà restituito o trasferito sulla nuova sim, a seguito di apposita richiesta del cliente, con costi che variano in base al gestore. Il rimborso può consistere in assegni, bonifici, contanti o buoni spesa.

Non essendo previsto alcun limite alla portabilità, si può liberamente decidere di trasferire il proprio numero ad altro gestore. Un numero può anche essere nuovamente attivato sulla rete dell’operatore di provenienza. Vanno comunque rispettati eventuali obblighi di preavviso, sia nel caso di recesso sia di trasferimento delle utenze, al massimo 30 giorni. I contratti con offerte sulla fornitura sia di servizi che di beni, come quelli su sim card e cellulari, non possono durare più di due anni. La validità di una scheda sim non è illimitata. Può essere disattivata dall’operatore in caso di mancata ricarica o inutilizzo superiore a un certo lasso di tempo (di norma 12 mesi). Questo sistema permette di liberare la numerazione telefonica per renderla utilizzabile da altri soggetti.

Nei moduli di portabilità l’utente delega l’operatore ricevente a chiedere la disattivazione della sim e il formale recesso dal contratto precedente. Tuttavia, al fine di non incorrere nel tacito rinnovo, è previsto un obbligo di preavviso non superiore a 30 giorni. Per semplificare le procedure di cambio operatore nella telefonia mobile, l’identificazione del cliente potrà avvenire anche con il sistema pubblico dell’identità digitale (Spid). Nel caso di controversie, si consiglia di presentare reclamo scritto, dandone contestuale notizia all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, affinché assuma gli opportuni provvedimenti sanzionatori. In caso di riscontro negativo da pare dell’operatore, si potrà avviare il tentativo di conciliazione presso l’Agcom e, successivamente, procedere giudizialmente per il risarcimento danni.

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