In fin dei conti l’amministratore delegato di Vodafone lo aveva annunciato prima ancora che le nuove norme sull’obbligo della fatturazione a 30 giorni anziché a 28 entrassero in vigore. Il cambio della tempistica, aveva argomentato, è cosa certa. Adesso dà appuntamento al 15 dicembre per fissare una tabella di marcia più precisa. Differente è il caso degli altri operatori telefonici Wind Tre e Tim che subiscono questo provvedimento e si sono riservate a dare seguito secondo normative. Il problema è in realtà duplice. Dal punto di vista procedurale c’è un ricorso alla giustizia amministrativa, che si pronuncerà solo a febbraio, che fisserà un importante paletto da cui non si può prescindere. I gestori si dicono fiduciosi sull’accoglimento delle loro tesi.

Dall’altra bisogna vedere se ci saranno ripercussioni sulle tariffe per cellulari a carico dei consumatori. Con le bollette a 28 giorni le mensilità annuali da pagare diventano 13 con un vantaggio economico per gli operatori. Rinunceranno a questo surplus di guadagno? Difficile e credere: è verosimile credere che i prezzi possano essere ritoccati verso l’alto per compensare le mancate entrate. Per ora i gestori procedono con molta gradualità e circospezione, anche perché hanno 4 mesi di tempo (120 giorni) per adeguarsi per tempo alle scadenze previste rispettando il termine fissato dall’entrata in vigore del decreto legge che contiene la norma.

E se non lo fanno, continuando ad applicare la fatturazione a 28 giorni, dovranno rimborsare i clienti con un indennizzo di 50 euro, a cui aggiungere un euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine assegnato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La norma non è retroattiva ovvero nessun rimborso è previsto per il pregresso. Di più: l’apparato sanzionatorio è stato corretto al rialzo, con il raddoppio delle somme previste che passano da un minimo di 240.000 euro a un massimo di cinque milioni di euro.

Bollette: da 28 a 30 giorni

Le bollette di abbonamenti telefonici, TV e Internet dovranno dunque avere cadenza mensile. Il periodo mensile, o suoi multipli costituisce standard minimo nelle condizioni generali di contratto e nella Carta dei servizi. Dalla rimodulazione dei tempi di fatturazione sono comunque escluse le promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Dalla norma sono escluse le bollette di luce e gas, perché i costi sono vincolati ai consumi ovvero sono già regolate da una delibera dell’Authority per l’energia. Ogni nuova comunicazione al pubblico di offerte che non rispettano queste caratteristiche rappresenterà “pratica commerciale scorretta”.

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