La notizia è di quelle destinate a scuotere il mercato degli smartphone, ma poi non deve stupire più di tanto. La velocità con cui si muovono le grandi multinazionali hi-tech, tra cessioni e acquisizioni, non sorprende più. È paragonabile alla stessa rapida con cui mettono sul mercato un nuovo cellulare top di gamma che prende il posto del modello rilasciato neanche un mese prima. Ma la trattativa di Apple per comprare la popolare app Shazam che permette di riconoscere i brani musicali, ha un obiettivo ben preciso: tentare di competere con il leader dello streaming Spotify. L’accoppiata iPhone-Shazam promette infatti meraviglie.

Perché Apple vuole Shazam

A riferirlo è TechCrunch: il sito che si occupa di tecnologia, citando fonti anonime, ha affermato che l’accordo potrebbe essere annunciato già nella giornata di oggi. Da parte sua, la società di Cupertino non ha finora rilasciato alcun commento. Dalla sua fondazione nel 1999, Shazam ha offerto una soluzione high-tech per ascoltare musica. Shazam, che ha sede a Londra, ha dichiarato lo scorso anno di aver raggiunto il miliardo di download su smartphone. Ma solo di recente ha iniziato a vedere la possibilità di integrarsi con altre società, tra cui Apple e Spotify. Rimarrebbe da vedere come Apple integrerebbe Shazam, che si trova di fronte anche ai concorrenti come SoundHound.

La multinazionale di Cupertino, che in precedenza aveva rivoluzionato la musica online con iTunes, nel 2015 ha lanciato Apple Music mentre il mercato si rivolge allo streaming, offrendo un ascolto on demand illimitato. L’operazione Shazam potrebbe costare ad Apple oltre 400 milioni di dollari. L’app è stata una delle prime a essere disponibile sull’App Store già nel 2008, ma esisteva da prima. Nel 2002 bastava digitare “2580” sul telefono e tenerlo vicino alla musica: gli utenti ricevevano un messaggio in cui c’erano indicazioni sul titolo della canzone e il nome dell’artista. Poi l’app è stata è stata ampliata per consentire di cercare programmi tv, informazioni e offerte sulla pubblicità.

Il punto è che non c’è solo Apple a muoversi su questo mercato con la possibile acquisizione di Shazam nonostante iTunes e Apple Music. In prima fila c’è anche Google. YouTube, la piattaforma di condivisione video, si prepara infatti a lanciare un servizio di musica in streaming a marzo per competere con Spotify e Apple. A scriverlo questa volta è il popolare portale Bloomberg. Il servizio si chiamerebbe Remix e sembra includere non solo musica ma anche video.

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