In questo momento YouTube è il primo sito al mondo per la musica online, con un miliardo e mezzo di utenti che guardano video di ogni genere, anche musicale. Inevitabile allora che cerchi di capitalizzare il successo provando a fare un ulteriore passo in avanti. Ed ecco allora che YouTube prova a sfidare Spotify e gli altri colossi della musica in streaming aggiornando la propria offerta. La piattaforma di proprietà di Google ha annunciato che la prossima settimana lancerà YouTube Music, un servizio che raccoglie milioni di canzoni e album ufficiali insieme a videoclip, cover e brani dal vivo. YouTube Music è in arrivo il 22 maggio nei primi cinque mercati tra cui Stati Uniti e Australia.

Ma sarà solo il primo passo perché è stato annunciato per le prossime settimane lo sbarco in 13 mercati europei tra cui l’Italia – avrà playlist personalizzate in base agli utenti e sarà gratuito. Stando alle intenzioni, avrà due versioni: una gratuita ma con annunci pubblicitari e una premium a 10 dollari al mese con la presenza di alcuni servizi, come il download dei brani per l’ascolto offline. Presente anche una sezione video (2 dollari in più) che riduce le distanze tra YouTube a Netflix. Inevitabile allora la scomparsa di Google Play Music. YouTube Premium sostituirà anche Red, il servizio su abbonamento che diffonde film e serie tv. Chiara insomma l’intenzione di dare l’assalto a Spotify certo, ma anche di Netflix e Amazon.

E Spotify non resta a guardare

Da parte sua,a poco più di un mese dalla sua quotazione in Borsa, il servizio musicale streaming Spotify ha lanciato a New York una nuova versione free. Molte le novità introdotte con questa operazione. Le 15 nuove playlist on demand consentono di scegliere qualsiasi brano tra le playlist curate da Spotify, senza dover saltare tracce o aspettare che la modalità shuffle porti la musica preferita. Le playlist on demand sono personalizzate: in fase di registrazione gli utenti devono indicare i propri artisti preferiti e il servizio creerà playlist specifiche. Durante l’ascolto l’utente può inoltre segnalare a Spotify quali canzoni e artisti sono in linea con i propri gusti musicali e quali meno: il tasto mi piace salva le canzoni nella playlist e con l’icona Nascondi spariscono i brani non graditi.

L’anno scorso i ricavi digitali hanno rappresentato per la prima volta oltre la metà di tutte le entrate (54%). In 32 mercati, gli incassi digitali valgono oltre la metà di tutte le vendite. Anche in Italia lo streaming rappresenta il 45% di tutti gli introiti del settore discografico e supera di poco i ricavi del segmento fisico. Eppure ci sono aspetti di sofferenza: gli incassi del 2017 sono solo al 68,4% del picco del 1999.

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